La Caduta degli Dei
Joao Felix, la parabola di un talento mai davvero sbocciato
Dall’exploit al Benfica alle difficoltà nei top club, il percorso irrisolto di João Félix

Grandissime aspettative, dopo gli inizi al Benfica, ma dopo tante avventure deludenti e altalenanti. Joao Felix, nel giro di pochissimi anni, ha vissuto esperienze che altri hanno vissuto in un’intera carriera. Una storia davvero tutta da raccontare.
Esplosione e delusione
Il classe 1999 si è messo in mostra con la squadra B del Benfica, quando aveva solo 16 anni. La svolta è avvenuta nella stagione quella 2018/19, dove ha segnato 20 gol in tutte le competizioni e vinto il campionato portoghese. Tutto questo ha attirato le attenzioni di molti top club europei e a spuntarla è stato l’Atletico Madrid. I Colchoneros hanno pagato ben 120 milioni di euro. Una cifra monstre e da record, che ha avuto come conseguenza principale quella di creare e generare grandi aspettative. Joao Félix ha pagato questa pressione, faticando a metter in mostra le sue qualità e a integrarsi nei sistemi tattici di Diego Simeone. Il lusitano ha cercato il rilancio al Chelsea. A Londra ha mostrato sprazzi di talento, pagando anche l’annata difficile dei Blues, caratterizzata dal cambio di allenatore tra Potter e Lampard. Nuovo giro, nuova corsa, stavolta, in quel di Barcellona, dove è passato nell’estate del 2023. L’impatto è stato buono, con gol importanti in Liga e Champions. Con Xavi si è però creato un equivoco tattico, visto che il mister dei catalani l’ha spesso schierato da ala sinistra. Insomma, buoni numeri, ma incostanza e scarsa incisività. Causa le alte richieste economiche, non è rimasto in Spagna, con il Chelsea lo ha riacquistato a titolo definitivo dall’Atlético Madrid per circa 46,3 milioni di sterline (circa 50 milioni di euro). 12 presenze e un gol: queste le statistiche prima dell’avventura in Italia.
La Serie A e l’ancora di salvezza
Il resto è storia recente, con Joao Félix che è approdato al Milan nel febbraio del 2025. Un’operazione voluta anche da Zlatan Ibrahimović, è stata presentata come un potenziale “colpo” per il club. 21 presenze (tra Serie A, Coppa Italia e Champions League) e tre gol: questo il riassunto della sua avventura in rossonero. Il portoghese ha faticato a trovare spazio e continuità, esprimendo anche delusione personale per il poco impiego in alcune competizioni. E non sono mancate critiche, con il soprannome di fantasma affibbiatogli da molti tifosi. E anche questa pagina si è chiusa. Ora il presente del 26enne si chiama Al Nassr. I 16 gol messi già a segno sembrano un piccolo segnale di speranza e di rinascita. In realtà le opinioni su di lui sono sempre contrastanti. Alcuni sostengono che la sua gestione, nel corso degli anni, sia stata più legata più che altro a dinamiche finanziarie e di business. Ma, dall’altro, i suoi sostenitori, continuano a parlare di lui come di un vero talento, che ha però necessità di fiducia, di un ambiente positivo e di un modulo specifico, che gli consenta di agire da trequartista o da seconda punta, cosa non sempre avvenuta. Per lui, a 26 anni, potrebbero riaprirsi le porte del grande calcio europeo? O si tratterà solo dell’ennesimo talento smarrito?









