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Editoriale

Conte e la cultura della vittoria che fa ancora la differenza

La Supercoppa mostra ancora una volta il peso del metodo di Conte nei momenti decisivi

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Antonio Conte Allenatore del Napoli

La finale di Supercoppa, andata in scena lunedì, può essere considerata come le due facce della stessa medaglia. Il Napoli porta a casa un torneo importante e ritrova certezze che probabilmente parevano un po’ smarrite, mentre il Bologna fa i conti con un ko da analizzare e da cui trarre insegnato.

Conte sa come si vince

La doppietta di Neres ha permesso a Conte di riprendersi la scena. In tanti hanno considerato il tecnico dei partenopei incapace di gestire i tanti impegni ravvicinati, ma, quando contava, ha gestito bene due partite così importanti. Quando c’è un scopo, una meta e un obiettivo, le sue squadra tirano sempre fuori esuberanza e famelicità. Gli azzurri hanno strameritato sia contro il Milan che in finale, dominando gli avversari. Una dimostrazione di forza che è una risposta ai critici, ma anche un messaggio al campionato.

Il ko con l’Udinese aveva creato un clima un po’ plumbeo e cupo, ma questo trofeo può riportare entusiasmo. Entusiasmo che è quello che ha David Neres, autore della doppietta decisiva. 90 minuti da fenomeno per dimostrare di poter essere pilastro di questo Napoli. Un po’ come Hojlund, che ha imparato a giocare spalle alla porta: quando non segna, fa segnare. E Antonio gongola: saranno loro i trascinatori nel 2026?

Il Bologna ha incassato una sconfitta pesante, forse non essendo mai stato realmente in partita. La pressione e l’attesa ha forse giocato brutti scherzi. E, a dirla tutta, anche la condizione fisica dei felsinei, in questo momento della stagione, non è delle migliori. Insomma, il doppio, anzi triplo, se si considera anche la Coppa Italia, impegno, pesa e non poco. Probabilmente l’acuto Orsolini e compagni l’hanno messo a segno nella semifinale con l’Inter. Gli emiliani hanno saputo soffrire, ribaltare e la situazione, per poi essere cinici e concentrati nella lotteria dei rigori. La finale è stata meritata ed è lecito che ci si aspettasse un’altra prestazione. L’amaro in bocca è dato soprattutto dal fatto che, vincere un trofeo, soprattutto se ti chiami Bologna, non capita  proprio tutti i giorni. Questa squadra però ha dimostrato di sapersi rialzare e di trarre da ogni caduta un insegnamento. E nel 2026 possono arrivare altre grandi soddisfazioni.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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