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De Ketelaere contro Sucic, due talenti a confronto

Percorsi, numeri e caratteristiche a confronto tra due giovani protagonisti del campionato di Serie A

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de ketelaere e sucic in campo con le maglie di Atalanta e Inter

De Ketelaere e Sucic sono senza alcun dubbio due dei giocatori più interessanti del nostro campionato. Ed ecco che, con Atalanta-Inter sempre più alle porte, non si può che analizzare un faccia a faccia a dir poco intrigante e stimolante.

Gli inizi

De Ketelaere comincia giocando a tennis, ma, sul consiglio di alcuni talent scout, alla fine sceglie il calcio. Muove i primi passi nel settore giovanile del Bruges, il club più importanti del Belgio. Esordisce a 18 anni, 6 mesi e 15 giorni, giocando nella Coppa Nazionale. 27 presenze, due reti e la vittoria del campionato: queste le statistiche della sua prima annata. Nella stagione successiva, il classe 2001, ha giocato 46 partite, con cinque reti e otto assist. La sua consacrazione arriva l’anno successivo, con 18 gol e 10 assist. Ed è questo a convincere il Milan a puntare su di lui. I rossoneri investono per il buon Charles ben 30 milioni di euro.

Classe 2003, Sucic è originario di Livno, in Bosnia Erzegovina, ma è cittadino croato. Comincia all’Iskra Bugojno e allo Zrinjski Mostar, ma i passi più importanti sono quelli con la maglia della Dinamo Zagabria, dove approda nel gennaio del 2022. Gioca con la squadra riserve, ma dopo lo scioglimento di quest’ultima, torna allo Zrinjski Mostar, con cui gioca nella stagione 2022/2023. Solo dopo rientra in quel di Zagabria, con cui debutta ufficialmente vincendo la Supercoppa contro l’Hajduk Spalato. E questo è solo e soltanto l’inizio di una lunga storia.

Quanto conta l’Italia

Nonostante le grandissime aspettative su di lui, De Ketelaere al Milan non riesce a lasciare il segno. Il belga non riesce ad ambientarsi a un campionato totalmente diverso dal punto di vista tattico e per di più il feeling con Pioli non c’è. Le partite giocate sono 40, ma il gol non arriva mai. Il riscatto però arriva subito e si chiama Atalanta. La cura Gasperini lo rivitalizza e a parlare sono i numeri: 14 gol, 11 assist, a cui si sommano giocate di alta scuola e prestazioni di altissimo livello, in un anno chiuso con la vittoria dell’Europa League. L’anno successivo è quella della conferma, con una super doppietta in Champions con lo Young Boys e la doppia cifra raggiunta ancora una volta, sia a livello di reti che di assist. Il resto è storia di questa stagione, dove sta confermando le sue qualità, rimanendo un elemento chiave nella manovra offensiva. Il belga ha pagato un inizio a rilento con Juric, ma ora sta ritrovando brillantezza grazie a Palladino. E da gennaio può spiccare il volo.

Diventato pian piano un pilastro con la Nazionale croata, Sucic alla Dinamo Zagabria si consacra definitivamente nella stagione 2024/2025. Il classe 2003 gioca una stagione di altissimo livello, segnando sette reti,  di cui due in Champions League, contro Salisburgo e Monaco. Dopo un anno importante, a puntare su di lui è l’Inter, che investe più di 16 milioni di euro tra fisso e bonus. L’avventura inizia al Mondiale per Club della scorsa estate, risultando tra l’altro decisivo per il passaggio del turno nella sfida con il River Plate, fornendo l’assist a Pio Esposito. Il croato, in questi mesi, sta iniziando ad ambientarsi e sta dimostrando il suo valore, con buone prestazioni in campionato e un primo gol all’attivo. Potenziale sostituto di Hakan Çalhanoğlu, sta gradualmente trovando spazio e sta ricevendo elogi per il suo impatto, nonostante la forte concorrenza. Il 2026 sarà il suo anno?

 

Chi è più forte

De Ketelaere è prevalentemente un trequartista, che fa della tecnica e del controllo palla le sue armi. Il belga ha un’ottima visione di gioco, una grande intelligenza tattica ed è fondamentale in fase offensiva, sia nel fornire assist ai compagni e nel trovare la via della rete. Sucic è sicuramente più duttile, potendo agire da mezzala, da mediano e da trequartista. Il croato combina eleganza e fisicità, oltre a essere uno specialista dei calci piazzati e a essere abile nel muoversi tra le linee. L’orobico si fa per valere per continuità, mentre il meneghino troppo spesso è incostante. Due giocatori tanto simili quanto diversi. Ma il futuro è dalla loro parte.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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