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Athirson, toccata e fuga bianconera

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Athirson

In pochi si ricorderanno dell’avventura di Athirson alla Juventus. E la storia del brasiliano è davvero particolare. In bianconero ha deluso ogni aspettative, ma da dire e da sviscerare, come molto spesso accade in questi casi, c’è tanto altro.

L’illusione Flamengo, la delusione Juve

Il verdeoro ha mosso i primi passi nelle giovanili del Flamengo, dove ha fatto un ottimo impressione. Breve parentesi al Santos e poi ritorno ai rossoneri, dove ha confermato le sue qualità spiccatamente offensive, con molti che l’hanno paragonato a Roberto Carlos. A notarlo, e a segnarlo alla Vecchia Signora, è stato un certo Omar Sivori. Ed ecco che, l’allora AD dei piemontesi Luciano Moggi, che aveva tra gli obiettivi acquistare un terzino sinistro, ha segnato il suo nome sul taccuino. Era il 2000, e il buon Athirson era uno dei giocatori più apprezzati in Brasile, iniziando anche la trafila in tutte le Nazionali giovanili. Dopo alcune diatribe burocratiche, con il club costretto a rivolgersi alla FIFA per ottenere il transfer, il verdeoro è approdato in bianconero nel febbraio del 2001. Debutta ad aprile, nel pareggio contro il Brescia, che, con il senno di poi, è stato decisivo nella corsa scudetto. Athirson non è però mai riuscito a lasciare il segno nei mesi successivi, scendendo in campo in sole quattro occasioni, contro Lecce, Fiorentina, Perugia e Atalanta. L’anno successivo, con l’arrivo di Lippi sulla panchina juventina, il terzino non ha mai trovato spazio. La conseguenza inevitabile è,  nell’ottobre del 2003, la rescissione del contratto, con tanto di penale di circa due milioni di euro.

Il post Juve e il presente

Dopo la Serie A, Athirson è tornato al Flamengo per poi cominciare un girovagare, che l’ha portato a indossare le maglie di Cska Mosca, per una brevissima parentesi, e del Bayer Leverkusen, con cui ha disputato due campionati e segnato due reti. Dopo l’esperienza teutonica, c’è stato il ritorno in Patria, dove ha giocato con numerose squadre, tra cui Cruzeiro e Botafogo. Athirson però non ha mai lasciato il segno e, in realtà, con il senno di poi, nemmeno aver lasciato Torino in quel modo può aver lasciato in lui rimpianti. Il ritiro è datato 2011 e successivamente ha intrapreso la carriera di allenatore.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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