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Juve, Spalletti prigioniero di Comolli. Torino: Baroni e i fantasmi della Lazio

Spalletti ha attaccato i giocatori della Juventus anche dopo la vittoria contro il Pafos. E’ evidente che ci sono atteggiamenti e comportamenti in campo che al tecnico non vanno giù. Come è evidente che questa squadra sia stata costruita malissimo in estate da Damien Comolli. Il francese ha lasciato pesanti lacune in tutti i reparti, mostrando un’inadeguatezza evidente sul mercato. Spalletti vorrebbe impostare la squadra con il 4-3-3, ma non può perchè numericamente non ha gli uomini.
Juventus: Spalletti e un modulo non suo
Spalletti sembra un nuotatore che boccheggia in acqua in attesa di una zattera o comunque qualcosa a cui appoggiarsi per rimanere a galla. Questa Juventus non gli appartiene. Comolli ha consegnato una squadra priva di terzini, di un regista e con tre prime punte che si pestano i piedi. Un disastro totale. Il tecnico toscano vorrebbe fare il 4-3-3, ma non ha gli uomini. Così si assiste a Koop braccetto, a un centrocampo senza idee, e a una squadra appesa alle idee di Yildiz. Il gioco di Spalletti ha sempre sfruttato i terzini in sovrapposizione alle al e il possesso e l’aggressività nella metà campo avversaria come prima arma di difesa. In questa squadra mancano gli elementi per poter fare questo gioco.
Spalletti ha necessità di elementi funzionali a gennaio perchè senza di questi raggiungere la Champions League diventa un miraggio. Questa Juventus ha troppe carenze per poter pensare di reggere così tutta la stagione. Serve una continuità che al momento non c’è proprio per mancanza di qualità e leadership nei ruoli chiave. La squadra fatica a costruire gioco ed è troppo indifesa in fase di non possesso. Urge una svolta, ma il tecnico non può fare tutto da solo.
Torino: Baroni e una fase difensiva in esistente
Il Torino è un’autentica gruviera dal punto di vista difensivo e il principale colpevole è Marco Baroni. Il tecnico è assolutamente incapace di curare la fase difensiva. Lo sta dimostrando indirettamente Sarri quest’anno. Lo scorso anno i biancocelesti incassarono 49 reti, peggior reparto tra le prime nove, e la squadra mancò la qualificazione in Europa. Oggi, con gli stessi uomini, ha subito appena 11 gol. Discorso simile per i granata. Lo scorso anno il Torino subì 45 reti in tutto il torneo. Oggi è a quota 26 in 14 fare incassate, peggior reparto di tutto il campionato. Le due squadre non hanno nulla in comune: giocatori diversi, qualità diversa, modulo diverso. Ciò che non cambia è l’atteggiamento senza palla: passivo e distratto.
L’errore principale, come detto, è la mancanza di aggressività in fase di non possesso. Centrocampisti e esterni alti sono sempre passivi e finiscono per lasciare i tre centrali in uno contro uno. Baroni da sempre accetta questi rischi, ma a Torino sta esagerando perché la squadra si dimostra molto fragile e mancano dei leader. Va studuato qualcosa in fase di non possesso, tenendo più bassi gli esterni, o, quanto meno, chiedendo a uno dei due di rientrare di più. Le difficoltà sono oggettivamente troppo evidenti per continuare a giocare in questo modo, anche perchè a centrocampo manca un uomo che si abbassi in fase di non possesso, come faceva Ricci lo scorso anno. Asllani ha un atteggiamento meno difendivo, come Casadei e a Vlasic non puoi chiedere più di quello che fa. Baroni deve cambiare qualcosa al più presto.
Davide Luciani









