La Caduta degli Dei
Maicosuel e quel maledetto rigore

Un rigore, a volte, può davvero decidere, o quantomeno svoltare, una carriera. E questo lo sa fin troppo bene Maicosuel. Chissà in quanti si ricorderanno di lui, ma i tifosi dell’Udinese aprono quello che viene chiamato e definito il cassetto dei ricordi. E, si sa, a volte questi non sono del tutto positivi. Ma la sua storia è comunque tutta da raccontare.
Gli inizi e l’arrivo in Italia
Cresciuto nelle giovanili del Guarani, dell‘Inter de Limeira e dell’Atletico Sorocaba, ha, fin da subito, messo in mostra una tecnica sopraffina. Ma è con il Paranà che si è guadagnato il soprannome di O Mago. Entrato a far parte della Traffic Sports, una delle società più importanti del Brasile, ci sono state le esperienze al Cruzeiro, dove non è riuscito però a incidere, ma soprattutto al Desportivo Brasil, al Palmeiras e al Botafogo. Con quest’ultimo ha segnato dieci reti. Ed è stato questo il suo definitivo trampolino verso l’Europa e il calcio che conta. Infatti, nel 2009, viene acquistato dal Hoffenheim. In Germania però Maicosuel non è mai riuscito a lasciare il segno. Dove il breve ritorno in Patria al Botafogo, c’è stata la chiamata dell’Udinese. I friulani, in quegli anni, erano quasi presenza fissa in Champions. Insomma, pareva essere davvero la grande occasione e la definitiva consacrazione, sulla scia di giocatori come Sanchez e, tornando un po’ più indietro nel tempo, di Marcio Amoroso.
L’avventura in bianconero è cominciata nel migliore dei modi, con l’esordio in Champions e il gol alla prima in Serie A. Ma la data maledetta è quella del 28 agosto 2012. Infatti il suo errore dal dischetto nella lotteria dei rigori è stata decisivo nei play-off contro lo Sporting Braga. Il brasiliano ha provato a stupire tutti, facendo il cucchiaio, ma il risultato è stato dall’esatto opposto. E da quell’episodio il classe 1986 non si è più ripreso, con tanto di esclusione dalla lista per l’Europa League, solo 39 presenze e tre gol in due stagioni. Insomma, la grande occasione è svanita.
Le avventure successive
Ma cosa è successo dopo? L’Europa per il calciatore è diventata, nel giro di pochissimo tempo, un vero proprio tabù. O Mago dunque ha deciso di tornare in Patria, giocando con la maglia dell’Atletico Mineiro. Non è più però riuscito a brillare e, dopo una brevissima esperienza agli arabi dello Sharjah, ha preso il via un vero e proprio un vero e proprio girovagare verdeoro, tra San Paolo. Gremio e ritorno Paranà, dove ha chiuso la carriera. Ma, nella mente resta ancora quella sliding doors. Un episodio di cui, lui stesso, ha parlato ai microfoni di esportes.yahoo: «All’Udinese ho vissuto momenti positivi. Non v’è dubbio però che se non fosse stato per quel rigore, sarebbe tutto diverso. Anche perché io a Udine mi sono trovato molto bene». Perché nel calcio, come nella vita, è questione di attimi.









