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Milan e Pisa, squadre diverse stesso problema: difficoltà nel costruire i gioco

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Il nervosismo di Allegri si riflette sul Milan

Il Milan anche in Coppa Italia con la Lazio ha messo in evidenza le difficoltà dell’attacco. Se è vero che Allegri ha costruito l’attuale classifica della squadra sui successi di misura, viene da chiedersi per quanto tempo si potrà andare avanti. Ad oggi l’attacco rossonero, Pulisic a parte, fa fatica. Lo stesso Leao va a corrente alternate. Serve obbligatoriamente qualcosa di diverso per continuare a rimanere in alto.

Milan: Allegri deve cambiare

Fin qui il Milan ha giocato prevalentemente sugli errori degli avversari. Basta analizzare gli ultimi due scontri diretti con Inter e Lazio per rendersi conto di come la squadra debba ringraziare Maignan e le sue parate, più che il suo attacco. La gara di Coppa Italia con la Lazio a mostrato anche i limiti dei rossoneri. Quando sono loro a sbagliare gol e poi subiscono, difficilmente riescono a recuperare. I dati sono chiari: solo con Napoli e Fiorentina, la squadra ha vinto, pur incassando gol. Contro Cremonese, Parma, Atalanta e Pisa la squadra ha incassato 7 reti e ottenuto 3 punti su 12 a disposizione. Aggiungendoci la Coppa Italia, gli indizi sulle difficoltà dei rossoneri sono parecchi.

E’ evidente come il 3-5-2 dia grande stabilità in fase di non possesso, ma quando si è costretti a fare gioco, diventa complicato recuperare. Nkunku e Gimenez sono ancora a secco, ma, in generale tutta la squadra fa difficoltà. In serie A, solo con l’Udinese, Modric e compagni hanno segnato 3 reti. I successi con un gol di scarto sono 6. Questo sforzo difensivo richiede un grande dispendio di energia. Il rischio che la squadra non regga c’è. Per questo Allegri è chiamato a soluzioni diverse, soprattutto per provare a sfruttare gli interni.

Da sempre Allegri ha nei centrocampisti un valore aggiunto, ma in questa fase fanno tutti fatica. Loftus-Cheek per caratteristiche è il centrocampista che potrebbe portare in dote più gol, ma gioca con il contagocce. Fofana è arrivato spesso al tiro, ma ha fallito diverse occasioni. Rabiot al momento non si è ancora visto molto in fase propositiva. Allegri deve proporre un calcio più aggressivo sugli interni, portandoli a dialogare di più con le punte, ma per fare questo ha necessità di un centravanti boa che attiri i difensori e liberi al tiro gli interni. Se non riuscirà a migliorare questo aspetto, il Milan avrà difficoltà per tutta la stagione.

Pisa: difesa troppo fragile

Il Pisa è una delle squadre di bassa classifica che gioca meglio ed è più propositiva, ma anche una di quelle con maggiori difficoltà dietro. I 18 gol subiti sono un campanello d’allarme. Fin qui la porta è rimasta inviolata solo con Cremonese, Lazio, Verona e Fiorentina, tutte in casa. Paradossalmente, però, i problemi sono più sulla fase offensiva. Infatti, nelle quattro gare sopra menzionate Meister e compagni hanno segnato un solo gol. Va detto che il Pisa paga anche diversi errori in fase conclusiva, dovuta all’inesperienza, però, si nota una difficoltà di una fase offensiva che è abile a sfruttare gli spazi fuori casa, ma non altrettanto a costruire gioco. E’ chiaro che Gilardino deve cambiare qualcosa non tanto nell’assetto, quanto nell’atteggiamento. Un solo gol segnato in casa non è accettabile se devi salvarti. E’ necessario riuscire a pensare a soluzioni alternative, soprattutto perchè Tramoni  che doveva essere il faro della squadra, non sta girando. Una soluzione potrebbe essere quella di provare a dare più fiducia a Lorran dietro due punte per aumentare il tasso di qualità di una squadra troppo statica. Qualcosa va rischiato nella situazione del Pisa: la squadra ha buttato troppi punti, ora deve riprenderseli.

Davide Luciani

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