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La Caduta degli Dei

Van der Meyde, la storia del cecchino olandese

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La storia di Van der Meyde è davvero tutta da raccontare. E non solo per la sua avventura all’Inter, che in tanti ricordano ancora. Una carriera fatta di alti e bassi, ma che merita di essere analizzata al meglio.

 Dall’Ajax all’Inter: gioie, ma non solo

Dopo un’infanzia complicata e difficile, è entrato nelle giovanili dell’Ajax. Il debutto in prima squadra è arrivato a 18 anni. Van der Meyde, fin da subito, ha dimostrato di essere un’ala dalle spiccate qualità offensive. Breve prestito al Twente, ma poi i Lancieri l’hanno subito richiamato. E con Koeman è, in brevissimo tempo, diventato titolare fisso e inamovibile. Il campionato e la Coppa d’Olanda sono stati i primi allori in una carriera che pareva procedere a gonfie vele. E, a dimostrare ciò, dopo 122 presenze, 21 gol e 33 assist, è arrivata la chiamata dell’Inter. In nerazzurro ha totalizzato 54 presenze, segnando 4 gol e fornendo 7 assist. Ma in questi due anni, dal 2003 al 2005, è successo davvero di tutto. Il suo inizio è stato promettente, con la testa che va alla vittoria per 3-0 contro l’Arsenal in Champions League, dove ha segnato un gol spettacolare.

In realtà però l’olandese non è riuscito a imporsi e a trovare continuità. Molto è legato alla forte concorrenza, vista la presenza in rosa di giocatori come Stanković e Figo, ma anche al fatto che l’allora tecnico interista Roberto Mancini, preferiva esterni con caratteristiche diverse. Insomma, non tutto è andato come ci si sarebbe aspettato, con l’ala orange che molto spesso è finito in panchina, essendo molto spesso ai margini del progetto e dell’idea tattica. Insomma, due anni dove ci sarebbe aspettato di più. A rendere il tutto ancor più complicato, una fortissima nostalgia di casa. Nonostante ciò, il suo rapporto con il mondo Inter è rimasto più che positivo, come dimostrato da molte interviste.

Le ultime avventure e il presente

Lasciata l’Inter Van der Meyde ha giocato per quattro anni (2005-2009) all’Everton. La sua avventura in Premier League è stata largamente deludente, visto che è stata segnata da infortuni, tra cui uno gravissimo alla coscia problemi personali di dipendenza e scarso minutaggio. Tutto è perfettamente testimoniato dalle sole 24 presenze totali con la prima squadra in quattro stagioni, senza segnare alcun gol. Insomma, un fallimento ammesso dallo stesso giocatore, che ha dichiarato di aver rovinato la sua carriera a causa del suo stile di vita sregolato. Perché di certo le qualità non gli mancavano

Psv e WKE sono state le sue ultime due squadre, senza alcun colpo di coda particolare. Il ritiro è avvenuto nel 2012. Dopo aver messo alle spalle i problemi personali, si è rilanciato nel modo di Youtube, con una rubrica chiamata Bij Andy in de Auto, dove intervista ex e attuali calciatori e celebrità olandesi mentre guida per la città. Inoltre ha pubblicato un libro e appare spesso in programmi televisivi. E questa è per lui una grandissima vittoria.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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