Editoriale
Due in vetta, stesso indirizzo: Milan e Napoli si spartiscono il primato

Non è un vero cambio di vertice, piuttosto un trasloco condiviso. In cima alla Serie A ora non c’è più un solo padrone: il Milan di Massimiliano Allegri resta lassù a quota 28 punti dopo una vittoria sofferta e polemica contro la Lazio a San Siro, ma nello stesso “monolocale” si è appena insediato anche il Napoli di Antonio Conte. Un Napoli che, dopo qualche giorno di distanza forzata del suo allenatore, è tornato ad essere una squadra compatta, feroce, continua.
Tre vittorie in una settimana raccontano la ripartenza azzurra più di qualunque discorso: 3-1 all’Atalanta in campionato, 2-0 al Qarabag in Champions, infine l’1-0 corsaro all’Olimpico contro la Roma. Proprio quest’ultima è stata la fotografia più chiara del nuovo Napoli: partita sporca, ritmo alto, campo preso a morsi e un solo gol, quello di Neres, sufficiente a decidere tutto. La Roma ha prodotto un solo tiro in porta in 96 minuti, quello di Baldanzi a tempo scaduto, su cui Milinković-Savić è stato chiamato all’unico intervento vero della sua gara, dopo aver gestito con freddezza ogni secondo possibile.
Milan e Napoli guidano, subito dietro inseguono Inter e Roma. I nerazzurri di Cristian Chivu hanno ritrovato il passo vincendo 2-0 a Pisa, una vittoria che serviva come l’aria dopo i due ko pesanti contro Atlético Madrid e nel derby. È una squadra costruita per reggere la lotta scudetto fino in fondo, con una struttura chiara e una profondità che oggi fa la differenza.
Discorso diverso per la Roma di Gian Piero Gasperini. Per qualche settimana aveva accarezzato il sogno tricolore, ma contro il Napoli sono riemersi tutti i limiti già intravisti: rosa corta, brillantezza intermittente, soluzioni offensive ridotte al minimo. Baldanzi prima punta, Dybala a mezzo servizio, Bailey e Ferguson praticamente mai dentro la partita. Il risultato è il terzo big match stagionale perso, un segnale che pesa.
La Roma scivola così formalmente al quarto posto, anche se la classifica racconta un secondo posto mascherato: una sola lunghezza la separa dalle capoliste. Ma dietro iniziano a spingere forte Como e Bologna, entrambe a tre punti. Il Bologna di Vincenzo Italiano ha sprecato una grande occasione cadendo nella trappola della Cremonese di Nicola, mentre il Como continua a sorprendere per continuità e organizzazione.
Il prossimo turno promette nuovi scossoni: Roma e Milan hanno sulla carta gli impegni più morbidi, sui campi di Cagliari e Torino. Il Como vivrà il derby regionale contro l’Inter, mentre il Napoli ospiterà la Juventus in una sfida che può già dire molto sul peso reale della corsa scudetto.
L’impressione è che l’equilibrio sia fragile, pronto a rompersi da un momento all’altro. E in una Serie A così compressa, basta un passo falso per restituire le chiavi della vetta a qualcun altro. Se non è ancora una rivoluzione, poco ci manca.











