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Bologna: dipendenza da Orsolini

Il 4-2-3-1 di Italiano è stata la chiave che ha permesso al Bologna lo scorso anno di essere protagonista e conquistare la Coppa Italia. Quest’anno, però, il modulo non ingrana. La partenza di Ndoye e i guai fisici di Odgaard hanno tolto alla squadra quell’imprevedibilità in fase offensiva che era stata determinante nella scorsa annata. I numeri sono impietosi: 6 gol in 7 gare tra serie a e Europa League, con Orsolini che ha segnato 4 dei 6 gol.
Bologna: Orsolini e poi?
Il Bologna attuale tatticamente è un rebus: segna pochissimo e subisce al primo errore. Italiano non è ancora riuscito a trovare la quadra di una formazione che mostra parecchia difficoltà in costruzione. Le cause sono fondamentalmente due. Quella più risolvibile è l’assenza di Odegaard. L’ex Sassuolo era stato la chiave tattica della scorsa stagione. In questo campionato ha iniziato con diversi problemi fisici che lo hanno condizionato. Ora è tornato e con il Lecce ha subito segnato. Quello su cui Italiano deve lavorare parecchio è il sostituto di Ndoye. In questo momento non c’è un sostituto, perchè nessuno degli interpreti mancini a disposizione del tecnico ha la capacità di svariare su tutto il fronte avversario e liberare per il tiro gli altri. Molti pensano che la stagione di Ndoye si misurasse solo per il buon numero di gol segnati. In realtà la sua grande duttilità tattica ha permesso a Italiano di riuscire a sopperire anche all’assenza di Orsolini. Era il movimento dello svizzero che permetteva di allargare il campo e conferire imprevedibilità alla manovra.
Senza l’attuale giocatore del Nottingham Forest il Bologna va ricalibrata perché pende pericolosamente a destra e il suo gioco diventa molto prevedibile. Le difese avversarie hanno vita facile nella lettura delle azioni e questo fa sì che Castro abbia pochi rifornimenti, ma, soprattutto, che da sinistra i pericoli che arrivano siano nulli. Cambiaghi è un giocatore troppo scolastico, incapace di strappi decisivi e che fatica a essere pericoloso sotto rete. Rowe è un calciatore anarchico che va inquadrato soprattutto in fase difensiva e in questo momento Italiano lo sta utilizzando con il contagocce. C’è poi il mistero Dominguez: l’argentino ha caratteristiche che potrebbero farne il sostituto perfetto di Ndoye, soprattutto per l’imprevedibilità e gli strappi, ma in questo momento è molto indietro nelle gerarchie. Il Bologna attuale non può giocare con un 4-2-3-1 monco. Occorre che Italiano si inventi qualcosa in attesa di risolvere il mistero sulla fascia mancina, fosse anche un 4-3-3 con Odgaaard largo perché è evidente che in questa fase i felsinei fanno troppa fatica nelle due fasi.











