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Il carattere di Francesco Pio Esposito, gol ed entusiasmo

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Pio Esposito

Un urlo che squarcia il cielo e che rompe la paura, una giacca lanciata come Allegri e Italiano insegnano. Chivu non si è trattenuto, al momento del 2 a 0 dell’Inter. Non si è trattenuto perché quella contro il Cagliari non è stata una partita scontata. È stata una partita vera, sofferta, combattuta. Messa in archivio prima del tempo anche grazie a lui: Francesco Pio Esposito, l’attaccante di cui parlano tutti e che finalmente trova il primo gol in Serie A. L’attaccante che doveva partire, in estate, e che invece è rimasto per crescere, per maturare, per diventare grande.

Di strada ne deve fare, infatti, il classe 2005, nato a Castellammare di Stabia quando il suo allenatore era nel pieno dell’avventura romanista. La stagione 2005-2006 per il difensore rumeno sarà una delle migliori: agli ordini di Luciano Spalletti arriva secondo in campionato e mette a segno 2 reti in 36 presenze. Di presenze, per adesso, Francesco Pio Esposito ne ha collezionate solo 4 con la maglia dell’Inter, ma viene da un apprendistato di livello in termini di quantità e di qualità: 79 presenze e 22 gol in totale nella sua esperienza allo Spezia (39 presenze il primo, 40 il secondo anno). Minuti e reti che hanno fatto l’ossatura di un ragazzo che aveva fatto parlare di sé già ai tempi del Brescia, dove era arrivato insieme al fratello Sebastiano. Poi tutta la trafila nelle giovanili dell’Inter, dai 14 anni alla prima squadra.

Con un passaggio importante: quello alla Primavera, dove incrocia proprio Cristian Chivu. Così la prima cosa che fa il neo allenatore dei nerazzurri è portarselo negli Stati Uniti per il Mondiale per club, dove Esposito si regala anche la gioia di segnare contro il River Plate, partita in cui vince anche il premio come miglior giocatore dell’incontro.

Ha carattere, il ragazzo. Ha voglia di spaccare il mondo, di farsi vedere, di segnare. Ha quell’entusiasmo che è solo dei giovani e un piede che invece è di pochi. Ha fiuto, ha tenacia, ha il guizzo di chi in area di rigore sa farsi trovare pronto. Doti che piacciono a Chivu, ma che vanno d’accordo anche con il calcio di Rino Gattuso, che decide di portarselo in nazionale per le sfide estive contro Israele ed Estonia, contro cui esordisce nel finale.

Qualcuno dirà che sta bruciando le tappe, ma a Francesco Pio Esposito non interessa andare di corsa. Tutt’altro: sarebbe stato più facile andare in prestito, mettersi in mostra sicuro della maglia da titolare e poi tornare a casa. Invece eccolo lì a sgomitare tra Lautaro, Bonny e Thuram. Eccolo lì a candidarsi tra Kean, Scamacca, Retegui, Raspadori. Perché ha una cosa che non si trova ovunque: la voglia di spaccare il mondo.

 

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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