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Juventus, Fiorentina, Como: quando l’abbondanza è un problema

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Openda

La Juventus ha sei tra esterni e prime punte, eppure tolto Yildiz, non esiste una gerarchia in avanti. La Fiorentina ha Dzeko, Kean, Piccoli e Gudmundsson, ma fin qui Pioli non ha trovato un assetto. Il Como ha due potenziali crack come Caqueret e Baturina relegati sempre in panca perchè Perrone, Da Cunha e Paz sono intoccabili. Se da una parte le cinque sostituzioni hanno permesso ai tecnici di diluire la differenza tra titolari e riserve, la rosa lunga crea problemi nel momento in cui si scontrano con le idee tattiche dei tecnici, incapaci di andare oltre le proprie idee.

Juventus: Tudor e la staffetta a tre

Tudor in questo momento ha tre prime punte (Openda, David e Vlahovic), e tre esterni (Zhegrova, Conceicao e Yildiz). In questa Juve solo il turco è intoccabile. Tutti gli altri ruotano. Il problema è che i bianconeri hanno tre prime punte per un posto. La permanenza di Vlahovic ha creato un sovraffollamento in avanti da cui Tudor non riesce a uscire. L’idea del tecnico era quella di impostare una squadra con un 3-4-2-1 con Conceicao e Zhegrova ad alternarsi sulla trequarti e David e un’altra punta a fare lo stesso come centravanti.

La permanenza di Vlahovic fa da tappo a questa strategia. Il serbo, quando è subentrato ha fatto sempre la differenza, mentre, partendo dall’inizio, si è dimostrato in difficoltà. La sua presenza ha messo pressione a David che è passato da essere intoccabile a essere messo in discussione. Discorso simile per Openda che fin qui è quello che ha giocato di meno: titolare solo con il Dortmund. Da più parti si invoca il passaggio al 3-4-1-2, sacrificando Conceicao e Zhegrova. Tudor ad oggi non ha ancora trovato un assetto definitivo, ma il tempo continua a scorrere e i bianconeri non riescono a trovare una quadra.

Pioli: tre punte sono troppe

La Fiorentina questa estate ha impostato tutta la sua campagna acquisti sul 3-4-1-2 con Gudmundsson dietro Kean e un’altra punta. Per questo sono arrivati Dzeko e Piccoli. L’idea era quello di una Fiorentina che non fosse Kean dipendente e ampliasse le opzioni da gol. L’esperimento è rapidamente fallito. Pioli è rapidamente passato prima al 3-5-2, poi al 4-4-2 e ora potrebbe optare per il 3-4-2-1 con Gud e Fazzini dietro Kean.

E Dzeko e Piccoli? Il bosniaco ha giocato titolare solo nel ritorno con il Pollissya e nella gara con il Napoli. Piccoli è astato schierato dall’inizio contro Torino e Como. Nessuno dei due in coppia con Kean ha dato le risposte attese. Il rischio che lo spazio per loro diminuisca è concreto. L’idea tattica di Pioli è naufragato tra contraddizioni e sconfitte. Ora la Viola si ritrova una punta intoccabile e una serie di giocatori che sgomitano per avere spazio. Tutti portano qualcosa alla causa, ma nessuno ha dimostrato di poter essere utile in campo. La Fiorentina rischia di incartarsi alla ricerca di un’identità tattica che rischia di scontentare molti.

Como: troppa qualità per un’idea fissa

Il Como questa estate ha immesso tanta qualità, acquistando tre esterni come Addai, Rodriguez e Kuhn, un trequartista come Baturina e riscattando Perrone. C’era tanta curiosità nel capire come Fabregas avrebbe impostato la squadra. Qualcuno ipotizzava qualche variante tattica che avrebbe permesso di schierare più talenti offensivi. In realtà, lo spagnolo ha sempre avuto le idee chiare. La squadra è impostata sul 4-2-3-1 e ha alcuni intoccabili: Perrone e Paz sono tra questi. Come dargli torto? I due sono l’ago della bilancia della squadra.

Tuttavia, ci sono due talenti che vengono mortificati da questa impostazione. Il primo è Caqueret. Il francese, acquistato a gennaio dello scorso anno, è stato decisivo nella seconda metà della stagione, imponendosi come titolare, approfittando degli acciacchi proprio di Paz e Perrone. La sua qualità ha alzato il tasso tecnico della squadra. In queste prime partite, però, ha giocato da titolare solo con Genoa in campionato e Sassuolo in Coppa Italia. Fabbregas gli vede davanti anche Sergi Roberto, nonostante sia evidente come Maxence sia il giocatore più tecnico della mediana.
Peggio è andata a Baturina. Il croato ha visto il campo dall’inizio solo in Coppa Italia, al posto di Paz Il Como è una squadra che ha puntato molto sui giovani di qualità e quindi la concorrenza è alta. Tuttavia, con una sola competizione e diversi intoccabili, forse si è esgerato, perchè se Fabregas non cambia qualcosa a livello di gestione, gli scontenti rischiano di essere diversi a fine stagione.

Davide Luciani

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