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Napoli: McTominay sulla fascia è uno spreco. Milan: Pulisic part-time tutta la stagione?

Antonio Conte ha iniziato la stagione impostando il Napoli con un 4-4-1-1 molto particolare. Per sfruttare al massimo i tre tenori della scorsa stagione (McTominay, Anguissa e Lobotka) e De Bruyne, il tecnico salentino ha spostato McTominay in una posizione ibrida tra esterno di centrocampo e interno, lasciando al belga il compito di fungere da raccordo tra centrocampo e attacco. Finora questo sistema sta funzionando, ma a un prezzo importante: la minor centralità di McTominay nello sviluppo del gioco.
Napoli: perchè McTominay sulla fascia?
Scott McTominay è stato il valore aggiunto del Napoli per la vittoria dello scudetto. Lo scozzese nella scorsa stagione ha fatto valere la sua fisicità e la sua intelligenza tattica per risultare devastante nelle due fasi. Gli azzurri erano una squadra che faceva fatica a concretizzare, privi dei guizzi delle ali, dato che Politano si sfiancava in un doppio compito di copertura e costruzione e Neres, sostituto designato di Kvara, nella seconda parte di stagione fu vittima di diversi acciacchi. Lo scozzese, spostato nel cuore del gioco da Conte, quasi da seconda punta, da gennaio a maggio mise a segno 9 reti, risultando il valore aggiunto.
L’arrivo di De Bruyne ha cambiato le carte in tavola. La coesistenza tra i due ex delle squadre di Manchester era uno dei motivi di maggior discussione questa estate. Conte l’ha risolto nel modo in cui abbiamo spiegato sopra, ma in questo modo ha costretto lo scozzese a un lavoro più oscuro, oltre a relegare in panchina due ali da 60 milioni complessivi come Lang e Neres. Finora i risultati hanno dato ragione al tecnico salentino, ma l’interrogativo rimane: è una buona idea lasciare sulla fascia McTominay? Non è possibile trovare un’altra soluzione tattica, magari avvicinando lo scozzese alla porta? Il paradosso è che il Napoli, immettendo più qualità con De Brutne, perda quella che ha permesso la scorsa stagione per vincere.
Milan: quale ruolo per Pulisic?
Christian Pulisic fino a questo momento nel Milan è stato devastante: 6 presenze e 5 gol tra campionato e Coppa Italia. Numeri che ne certificano la superiorità tecnica e lo stato di forma. Tuttavia, c’è una questione legata al minutaggio. Nonostante il perdurante infortunio di Leao, l’americano nel nuovo sistema dei rossoneri ha giocato appena 3 gare da titolare su 6 e solo due volte è rimasto in campo tutta la gara. Allegri ha deciso per un impiego part-time dell’americano. Cosa succederà una volta tornato il portoghese?
E’ evidente che il 3-5-2 di Allegri stia dando grandi risultati, anche dal punto di vista tattico, tuttavia alla lunga presenterà delle problematiche, dato che uno tra Pulisic, Nkunku e Leao rimarrà sempre fuori. I conti sono presto fatti: Allegri non rinuncerà mai a tre centrocampisti. Rabiot e Modric sono intoccabili e come secondo interno il tecnico vuole giocatori in grado di dare fisicità e inserirsi senza palla, come Fofana e Loftus Cheek. L’unico modo per vedere insieme il trio Nkunku-Pulisic-Leao sarebbe quella di impostare la squadra con il 4-3-3, abbassando Saelemaekers e rinunciando a uno dei tre centrali, ma così facendo rischierebbe di rendere la squadra troppo squilibrata in fase di non possesso. Tra l’altro, il 3-5-2 costringe sia Pulisic che Leao a stare più vicino all’area, facendo loro perdere lo scatto sul lungo che è una delle loro armi migliori. A questo punto la domanda è: questo modulo non rischia di penalizzare alla lunga i due talenti più cristallini del Milan?
Davide Luciani











