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Hojlund serve davvero a questo Milan?

Rasmus Hojlund serve davvero a questo Milan? Ecco tutti i pronti e i contro del possibile arrivo del danese

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Hojlund

Inizio della Serie A e fine  del calciomercato: due eventi che ormai sono sempre più vicini e dietro l’angolo. Non v’è dubbio sul fatto che l’inizio di questo campionato sia davvero molto atteso. Tra le squadre più seguite e attenzionate di queste settimane c’è sicuramente il Milan. I rossoneri sono alla ricerca di un’importante riscatto, dopo una stagione a dir poco amara e deludente. Il mercato è stato di quelli importanti, ma ora la società meneghina sarebbe alla ricerca di una ciliegina sulla torta, con le luci dei riflettori che si sarebbero accese sul reparto avanzato. Il nome giusto sembrerebbe essere solo e soltanto uno, ossia quello di Rasmus Hojlund. Ma il danese sarebbe davvero l’uomo giusto per gli schemi di Allegri?

Dalla fame alla convivenza con Gimenez

Il 22enne viene da un’annata tutt’altro che idilliaca al Manchester United. Insomma, la fame di rimettersi in gioco e di dimostrare tutto il suo valore è sicuramente un fattore che non può non esser considerato un qualcosa di positivo. Per di più il classe 2003 conosce già la Serie A, avendo indossato la maglia dell’Atalanta. Senza troppi fronzoli e giri di parole, il Milan vorrebbe completare la rosa con una vera e propria bocca di fuoco, in grado di garantire un importante numero di gol. Al di là delle difficoltà avute con i Red Devils, l’ex Dea ha la fisicità, il fiuto del gol, la tecnica e la mentalità giusta per inserirsi nel 3-5-2 allegriano. Leao appare ovviamente intoccabile ed ecco che sorge quello che potrebbe essere una sorta di problema: la convivenza con Gimenez.

Senza alcun dubbio l’arrivo di Hojlund consegnerebbe ai rossoneri un giocatore in grado di aumentare il peso offensivo. Difficile però immaginare che danese e messicano possano coesistere, sia per la presenze del sopracitato Rafa sia per quella di un giocatore come Pulisic, a cui difficilmente Allegri rinuncerebbe nel suo blocco dei titolari. Insomma, nemmeno con un passaggio al 4-3-3 i due potrebbero giocare insieme, quantomeno dall’inizio. La strategia giusta potrebbe essere quella di alternarli, avendo così un cambio di qualità a partita in corso. I dubbi sorgono in una stagione senza Coppe, dove si potrebbero creare malumori e difficoltà a gestire due attaccanti dal background comunque importante di livello. Senza dimenticarsi che l’ex Feyenoord, lo scorso gennaio, è sbarcato in Italia a titolo definitivo per una cifra che supera i 35 milioni di euro. L’arrivo di una nuova punta significherebbe mettere in discussione quell’investimento? Senza dubbio per tornare al top servono almeno due alternative per ruolo, ma occhio alla gestione.

 

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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