La Caduta degli Dei
Ménez, non solo un presente da…King

Il nome di Jérémy Ménez evoca ricordi negli appassionati italiani di calcio, avendo indossato le maglie di Roma e Milan. Ma, in un viaggio tra passato e presente, la sua è stata una carriera tutta da raccontare, con un sottofondo di delusione che non può certo essere dimenticato e scordato.
Gli inizi in Francia, le difficoltà a Roma e Milan
Classe 1987, il francese ha cominciato la sua carriera nel Sochaux, arrivando in prima squadra a soli 16 anni. Insomma, una sorta di vero e proprio predestinato, che ha colpito fin da subito tutti, soprattutto per le sue abilità nel dribbling. Due stagioni, 55 partite e sette gol per lui, che si è poi trasferito, nel gennaio del 2005, al Monaco, con cui è arrivata la consacrazione. Due annate importanti quelle vissute dal buon Jérémy, che ha trovato continuità e ha dimostrato ottimo feeling con il gol, realizzandone 14. Rapido, tecnico, duttile e versatile: Menez sembrava avere davvero tutto per sfondare.
Ed ecco che, nell’estate del 2008, a puntare su di lui è stata la Roma. Con i giallorossi ha offerto prestazioni discrete, ma non ha mai trovato continuità e fiducia, anche a causa dei continui cambiamenti in panchina in casa capitolina: tre allenatori in tre anni. Ha chiuso la sua avventura romana con 114 presenze e 12 gol. Insomma, un avventura tutt’altro che idilliaca. Il francese, a quel punto è tornato in patria, e non in una squadra qualsiasi: il Psg, che, nell’estate del 2011, era agli inizi del progetto Al-Khelaïfi. Un esperienza che gli ha permesso di arricchire il suo palmares, sotto la guida di Ancelotti e di Blanc: due Ligue 1, una Supercoppa e una Coppa di Lega. Dunque in quel di Parigi ha ritrovato un po’ di fiducia, anche grazie ai 19 gol.
Ed è forse anche per questo che, nell’estate del 2014, ha deciso di riprovarci in Serie A, passando al Milan. Filippo Inzaghi l’ha spesso impiegato come centravanti di movimento, ma il classe 1987 ha alternato grandissime prestazione a brutte partite. A incidere negativamente è stata anche una squadra rossonera che, in quei due anni, non ha mai ingranato, non qualificandosi per le Coppe. Ed è stato forse lì che è cominciato la sua discesa.
Il presente di Ménez
Dopo la fine della sua avventura al Milan, per Menez è cominciato un lungo girovagare. Ha provato a rilanciarsi prima al Bordeaux e poi ai turchi dell’Antalyaspor, ma i numeri sono stati a dir poco impietosi: poco più di 30 partite e solo tre reti. In un anno e mezzo in Messico al Club América ha vinto i trofei nazionali, pur non brillando particolarmente. Ha chiuso la sua carriera giocando in Serie B francese col Paris FC e tornando in Italia, indossando le maglie di Reggina e Bari. L’avventura in Puglia è stata rovinata da un grave infortunio, ossia la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Ed è stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso: contratto risolto a marzo e scarpini appesi al chiodo nel settembre del 2024. Dopo una breve parentesi come opinionista, ha cominciato a giocare in Kings League, il torneo ideato da Piqué. Ma un po’ di amaro in bocca c’è.











