La Caduta degli Dei
Ibrahim Ba, si può sempre chiamare amuleto
Forse non in troppi si ricorderanno di Ibrahim Ba. Perugia, Milan e non solo: tutto quello che c’è da dire e da raccontare

Cresciuto in Francia, esploso nel Paese transalpino, un avventura in Italia fatta di alti e bassi. Questa è la storia di Ibrahim Ba. Una storia particolare e da raccontare, con le sue lunghe leve, le sue scorribande sulla fascia, le sue sgroppate, un look e un carattere molto particolare. Ma ci sono capitoli da analizzare e da sviscerare con attenzione.
Dagli esordi al boom
Nato a Dakar nel 1973, si è trasferito in Francia, con la sua famiglia, quando era ancora un bambino. Cresciuto nelle giovanili del Le Havre, la prima avventura da ricordare per lui c’è stata al Bordeaux, con cui ha vissuto una stagione importante. Sei reti in 35 presenze, con il centrocampista che fin da subito è entrato nel giro della Nazionale. E Ba è subito finito nel mirino di molti club europei, con il Milan che ha investito ben 11 miliardi e mezzo. Dopo delle buon premesse, con un’estate da protagonista e le prime partite di campionato giocate con la maglia rossonera, con un Capello che gli ha voluto subito dare fiducia. I meneghini quell’annata hanno però hanno stentato, chiudendolo con un anonimo 10° posto. Va detto che l’ex Bordeaux è stato fra i più positivi, con 31 presenze, un goal e 11 assist in campionato. A queste vanno aggiunte 9 presenze e 4 assist in Coppa Italia. L’anno successivo però qualcosa si è rotto, con l’arrivo in panca di Zaccheroni, con tanto di cambiamento di modulo e di inserimento di Boban sulla trequarti. Insomma, il transalpino non è riuscito a incidere come l’anno precedente e non ha trovato lo stesso spazio.
Ed è anche per questo che è stato mandato in prestito al Perugia, con cui ha collezionato 14 presenze ed un goal in campionato, 4 gare ed una rete in Coppa Italia. A fare notizia però è stato il fatto che, nella partita dove ha debuttato contro il Cagliari, dopo un battibecco, ha steso il suo marcatore Fabio Macellari con una violenta testata sul volto. Un episodio che inizialmente è sfuggito all’arbitro Pierluigi Collina, ma è stato poi sanzionato dal Giudice sportivo Maurizio Laudi,, grazie alla prova televisiva, con quattro turni di squalifica.
Gli ultimi anni di carriera
Un brutto e grave infortunio ha condizionato la sua avventura al Perugia, ma anche il suo ritorno al Milan. Il tentativo è stato poi quello di girarlo in prestito all’Olympique Marsiglia, nel tentativo di ridonargli energia. Ma, con sole 11 presenze fino a febbraio, è costretto a tornare a Milano. Ibrahim Ba si è poi, con il tempo, guadagnato l’etichetta di amuleto e portafortuna. Il 2002/03 è stato un anno importante per i rossoneri: vittoria Coppa Italia, dove ha giocato le due semifinali, e la Champions League, senza mai scendere in campo. Per di più è stato fondamentale per lo spogliatoio. Bolton, Çaykur Rizespor. in Turchia, e in Svezia con il Djurgarden, non è riuscito a rilanciarsi. A bloccarlo è stato, ancora una volta, un brutto infortunio alla caviglia, con interessamento dei legamenti.
Ma ecco che è stato ancora a Milan, dopo che è tornato, a 33 anni, in condizioni accettabili. Ed è stato di nuovo amuleto: con lui in rosa i rossoneri, in quel di Yokohama, hanno vinto il Mondiale per club, battendo in finale il Boca Juniors. Ba si è ritirato a 34 anni e ha poi intrapreso la carriera di allenatore.Attualmente l’allenatore dei Green Herons FC, squadra araba. Un’altra bella avventura è stata quella di osservatore per il Milan in Africa e ha avuto un breve periodo come commentatore televisivo.











