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Kostic vs Luis Henrique: chi può sfruttare il Mondiale per Club?

Kostic e Luis Henrique: il Mondiale per Club è una chance per entrambi. Seppur per motivi del tutto diversi

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Filip Kostic, una nuova chance con la maglia della Juventus

Il Mondiale per Club può senza alcun dubbio essere una vetrina importante per molti. Juventus e Inter sarà protagoniste e non saranno pochi i giocatori, sia dei bianconeri che dei nerazzurri,  potrebbero sfruttare quest’occasione. I primi nomi che vengono in mente sono quelli di Kostic e Luis Henrique. Due storie diverse, ma che potrebbero ritrovarsi in un obiettivo comune. Ed ecco che, un faccia a faccia tra i due, non può che fare maggiore chiarezza.

Quante differenze

Nato nel 1992 a Kragujevac, in Serbia, il buon Filip muove i primi passi nella squadra della sua città natale. La sua formazione e maturazione calcistica avvengono però in Olanda, più precisamente nel Groningen. Oltre 40 partite e 11 gol dimostrano fin da subito le sue qualità. La sua crescita continua e, nel 2014, si trasferisce in Germania, più precisamente allo Stoccarda. La sua però non è avventura fortunata, perché arriva la retrocessione del club. Le vie del mercato lo portano allora all’Amburgo, dove vive due stagioni tutto sommato buone. Con oltre 60 presenze e nove reti, Kostic riesce comunque a esser protagonista.

Dopo la retrocessione, anche in questo caso cambia aria, con il prestito biennale all’Eintracht Francoforte, dove finalmente lotta per obiettivi importanti. È l’estate 2018 e per lui inizia un’importante ascesa. La prima stagione c’è la semifinale d’Europa League, torneo dove è tra l’altro è uno dei trascinatori, con quattro gol. I tedeschi decidono così di riscattarlo e l’esterno diventa un pilastro per ben tre stagioni. A colpire in primis sono i suoi assist. ben 64. Insomma, il serbo si è letteralmente preso la scena con i teutonici.

Classe 2001, cresce nel settore giovanile del Botafogo, con cui poi esordisce in prima squadra e si mette, fin da subito e dalle prime partite, in mostra. Nel 2020 si trasferisce in Francia e a puntare su di lui è il Marsiglia, che investe circa otto milioni di euro. Il brasiliano ha inizialmente delle difficoltà importanti ad adattarsi al calcio europeo. Non riesce a imporsi, a mostrare le sue qualità e quindi torna in prestito nel suo Paese. Ritrova una maglia da titolare, segna quattro gol e mette a referto due assist. Ed ecco che la Ligue 1 è pronto a riabbracciarlo.

Italia e non solo

Nell’estate del 2022 Filip Kostic viene acquistato dalla Juventus. La prima annata è per lui più che positiva. A parlare sono i numeri: 54 presenze, tre reti e 11 assist. Insomma, ancora una volta il serbo si conferma specializzato nel mettere i compagni in condizioni di segnare. La stagione successiva il suo rendimento cala, non riuscendo a ripetersi sia nelle prestazioni che nella prolificità. Con l’arrivo di Thiago Motta, finisce ai margini del progetto e viene ceduto in prestito al Fenerbahce. In Turchia ritrova brillantezza e continuità, con due gol e nove assist. Il resto è storia recente di un ritorno alla Juve e di un Mondiale per Club per riprendersi la scena.

 

Il nuovo esordio transalpino di Luis Henrique è una sorta di punto di partenza, con 15 presenze e un gol. La svolta per lui arriva con l’approdo sulla panchina del Marsiglia di Roberto De Zerbi. Il verdeoro diventa  subito titolare e ripaga la fiducia all’esordio con una doppietta nella vittoria per 1-5 in trasferta contro il Brest. 35 presenze stagionali, nove gol e dieci assist: questi i suoi numeri. Numeri che attirano l’attenzione di alcuni top club europei e che contribuiscono al secondo posto in campionato del club francese. A spuntarla alla fine e l’Inter, che investe 23 milioni di euro più due di bonus.

Chi è più forte?

Velocità, resistenza, fisicità, capacità di giocare su ambo le fasce: questo le principali caratteristiche di Kostic. Vero e proprio assistman, il serbo ha una tecnica senza fronzoli, che gli permette di badare al sodo, al concreto e di mettersi al servizio della squadra e dei suoi compagni. Luis Henrique ha, dal canto suo, una giovane età che gli permette di poter crescere. Può giocare anche a centrocampo, sa sacrificarsi, nonostante le sue doti prettamente offensive. Il neo nerazzurro ama accentrarsi, sfruttando la sua tecnica e rapidità, e cercare il tiro, rendendolo probabilmente più prolifico. Insomma, un bel duello.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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