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Theo Hernandez vs Udogie: il Milan guarda al futuro

Allegri allenatore e Tare direttore sportivo: il nuovo Milan sta prendendo corpo e forma, ma molto, per non dire tutto, passerà dal mercato.

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theo hernandez udogie

Impossibile, quando si parla di un nuovo corso, non partire dalle cessioni. Uno dei nomi più caldi per salutare Milanello pare essere Theo Hernandez. Il possibile sostituto, stando ai rumors, è Destiny Udogie, che, tra Nazionale e Tottenham, continua la sua crescita. Ma chi può essere migliore per gli schemi del tecnico rossonero? Ecco un dettagliato faccia a faccia.

Sei anni di differenza

Classe 1997, il buon Theo muove i primi passi nel Rayo Majadahonda, entra a far parte del vivaio dell’Atletico Madrid. È il 2015 quando esordisce nella squadra B. Dieci presenze con i Colchoneros sono il suo inizio e il suo biglietto da visita per iniziare l’avventura nell’Alaves. Questa è dunque la sua prima esperienza tra i professionisti, con un club che, nel 2016, ha appena ottenuto la promozione in Liga. Mette, partita dopo, in mostra le sue qualità: 36 presenze e due reti, in campionato con l’Athletic Bilbao e in Copa del Rey contro il Barcellona. La prima, tra l’altro, è decisiva, mentre la seconda è ininfluente. Per il transalpino comincia la svolta, con il Real Madrid che investe i 30 milioni, previsti dalla clausola rescissoria. Arrivano i primi trofei, ben tre, conditi da 23 partite giocate. I minuti però non sono tantissimi, vista anche la nutrita concorrenza.

La sua crescita continua con il prestito, nella stagione 2018/2019 al Real Sociedad. In terra basca totalizza un minutaggio più alto. 28 presenze e un gol per il terzino, che trova un po’ di fiducia in più e che vive un’esperienza comunque importante. In Spagna però non puntano più su di lui e ad approfittarne è il Milan. Nell’estate del 2019 sono 20 i milioni spesi dai rossoneri, grazie anche all’intuito di Paolo Maldini. Sette reti e sei assist in 36 partite sono i numeri di una prima annata non troppo esaltante, ma che comunque segna il ritorno dei meneghini in Champions. L’anno dopo è speciale: la squadra di Pioli vince lo scudetto. Cinque reti e dieci assist sono solo il contorno di un cammino dove è assoluto protagonista, leader e punto di riferimento. Il gol all’Atalanta, che vale un pezzo di tricolore, è l’emblema della sua importanza.

Classe 2002, nato a Verona da genitori nigeriani, Udogie cresce nel settore giovanile del Verona. Nel 2020 debutta in prima squadra, quando ha solo 17 anni. Insomma, l’inizio sembra quello di un predestinato. Juric lo inserisce in prima squadra e, a fine anno, sono sette le sue presenze. A puntare su di lui, in estate è l’Udinese, sempre molto attenta ai giovani talenti. In Friuli vive due annate importanti, con 71 presenze e otto reti. Nel suo primo anno, Gotti e Cioffi gli danno fiducia. Lui trova la via del gol cinque volte, segnando nel pari contro il Milan del febbraio 2022. Insomma, la sua è una crescita continua e costante. Non a caso ad acquistarlo è il Tottenham, che però lo lascia per un altro anno a Udine. Sottil lo considera un titolare a tempo pieno e lui mostra tutte le sue qualità: tre reti e tante prestazioni di altissimo livello. E dopo è tempo di Premier League.

Tra Nazionale, Serie A e Premier

Theo Hernandez diventa protagonista anche in Nazionale. Dopo la trafila in tutte le giovanili, arriva anche la chiamata di quella maggiore. Più di 30 presenze e 2 gol spiegano solo in parte, un percorso dove ha vinto un Nations League ed è diventato vice-campione del Mondo nel 2022 in Qatar, perdendo la finale con l’Argentina. In tutto questo però la sua avventura al Milan ha iniziato a condizionarsi per alti e bassi. Si evolve dal punto di vista tattico, giocando anche come quinto e persino da centrale, diviene vice-capitano, ma tanto spesso delude. Eccede molto spesso dal punto di vista delle personalità e dei comportamenti, come nella sfida contro il Feyenoord di quest’anno o a Firenze in una discussione post-partita con l’arbitro Pairetto. Paga anche il momento complicato del Milan, che, prima con Fonseca e poi con Conceicao, non riesce a brillare. L’addio è inevitabile?

Nel 2022 Udogie conquista, dopo le giovanili, la Nazionale maggiore, con Mancini che gli dà fiducia. E Spalletti gli dà ancora più chance. La sua esperienza al Tottenham comincia nel luglio del 2023. La sua prima reta arriva nel dicembre dello stesso anno, segnando contro il Newcastle Utd, Si impone in pianta stabile nella formazione titolare sotto la guida di Ange Postecoglou ed è per questo che arriva il rinnovo. Un infortunio, sul finale della scorsa stagione, ha bloccato la sua crescita, ma quest’anno è stato protagonista anche nel trionfo il El, giocando molte gare da titolare, tra cui la finale vinta contro il Manchester United.

Chi è più forte?

Velocità, spinta, forza fisica, dribbling e spinta: queste le armi di Theo Hernandez. Tiro dalla distanza e cross completano il profilo del transalpino, che ultimamente è cresciuto anche tatticamente e difensivamente. Pecca per eccesso di personalità, che molto spesso ha pagato in termini disciplinari. Udogie, dal canto suo, è molto versatile e duttile, potendo occupare più ruoli. La fisicità è la sua principale qualità, che gli permette di vincere molti duelli. La sua giovane età è un qualcosa che gli permetterà di aumentare il suo potenziale. Ed è su questo che punta il Milan.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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