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Gli sfigati del lunedì

La Serie A scrive la pagina, ma non la fine

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Scott McTominay è sempre più importante per il Napoli

Una pagina importante e, a tratti, storica. Una pagina che è davvero impossibile non leggere, per di più con la massima attenzione. Quella che, se si trattasse di un libro, si dedicherebbe al capitolo clou. Eppure no, non è quella finale, perché questo campionato ha fatto capire che è meglio non dare nulla per scontato.

La 34esima giornata di Serie A è senza alcun dubbio quella della caduta fragorosa dell’Inter. Il ko casalingo con la Roma, che continua la sua striscia infinita di imbattibilità e rilancia le sue ambizioni Champions, chiude un ciclo da inferno di tre sconfitte senza mai segnare. I nerazzurri appaiono stanchi, stremati, senza energie fisiche e mentali. Lautaro e compagni sembrano anche aver smarrito carattere e occhi della tigre. Le scusanti ci sono: calendario fitto di impegni, infortuni e anche qualche decisione arbitrale discutibile. Nel mirino però c’è Inzaghi, ma anche una rosa forse non all’altezza per giocare al massimo tre competizioni. C’è stato qualche errore di scelta e di gestione? Inutile soffermarsi a rispondere, soprattutto perché ora il rischio di restare con un pugno di mosche in mano è altissimo.

L’altra faccia della medaglia è il Napoli, magari non spettacolare, forse un po’ da calcio anni ’80, ma che ha sentito l’odore della preda e l’ha azzannata. Probabilmente è stato detto troppe volte, ma i partenopei sono a immagine e somiglianza del proprio allenatore. Conte è infatti ancora una volta capace di cogliere il momento giusto e colpire. Una città intera sogna e vede tricolore, ma ora l’errore sarebbe sentirselo già cucito addosso. L’entusiasmo è un’arma a doppio taglio e anche se il calendario pare sorridere, trasferte come quelle di Lecce e Parma vanno giocate con il coltello tra i denti. Anche perché la corsa salvezza, che vede coinvolti pugliesi ed emiliani, è sempre più serrata. A prendersi la copertina però è il Como: permanenza in Serie A centrata con largo anticipo e per di più giocando a calcio e facendo divertire, caratteristiche integranti di un progetto da seguire con attenzione. Ma, in un’estate dove cambieranno molte panchine, occhio al nome di Cesc Fabregas.

A chiudere questa bellissima pagina, le vittorie di Juventus e Fiorentina. Sì, due successi totalmente diversi, ma che testimoniano che, anche per la lotta per un posto in Europa, non si può scrivere la parola fine. Perché tra la Champions, l’Europa League, la Conference potrebbe fare la differenza un dettaglio. Un dettaglio che potrebbe davvero arrivare all’ultimo respiro.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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