Osservatorio
Juventus, Motta si esonera
La gestione di Thiago Motta continua a scatenare polemiche tra i tifosi che spingono per il suo addio alla Juventus

Juventus-Atalanta è stata la gara di addio di Thiago Motta. L’italo-brasiliano potrà anche rimanere sulla panchina bianconera fino a fine stagione, ma ieri sera, al cospetto di Gasperini, ha mostrato tutta la sua inadeguatezza al cospetto di colui che è stato uno dei suoi maestri. Ancora una volta Motta ha voluto inventare, invece di limitarsi a fare le cose semplici. McKennie trequartista, fiducia incondizionato ad un giocatore fuori forma come Gonzalez, Yildiz a destra e, nella ripresa, Koopmeiners alto a sinistra, sono alcune delle invenzioni da “scienziato pazzo” dell’allenatore bianconero. Sembra come se Motta non riesca a fare a meno di fare il fenomeno. I tifosi che hanno abbandonato lo Stadium prima che la gara finisse, sono il simbolo di un malumore sempre più strisciante da parte della tifoseria.
Motta, vento di tempesta
La Juventus di Motta nelle ultime tre settimane è vissuta sulle montagne russe. La vittoria con l’Inter è stata seguita dall’eliminazione con il Psv, il successo di Cagliari ha visto subito dopo l’eliminazione con l’Empoli in Coppa Italia e i tre punti con il Verona sono stati seguiti dalla goleada inflitta dall’Atalanta. La squadra sembra una sorta di Giano Bifronte dove non ci sono certezze. Oltre a Motta sul banco degli imputati è finito anche Giuntoli ed una campagna acquisti deficitaria.
Sono in tanti a chiedere la testa del Ds, ma, intanto, si accontenterebbero si quella dell’allenatore. Il toto-nomi è già partito. Alcune testate hanno indicato Tudor come traghettatore da qui a fine stagione in caso di ulteriore tracollo a Firenze. Per la prossima stagione, la Gazzetta dello Sport fa tre nomi: Conte, Gasperini e De Zerbi. Secondo la rosea, Motta potrebbe saltare anche nel caso in cui raggiungesse il quarto posto. Ciò che si chiede al tecnico è di dare una svolta dal punto di vista tecnico e tattico e trovare una formazione base, cosa ancora non accaduta. Il futuro dell’italo-brasiliano è sempre più in bilico.
Davide Luciani















