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Milan, chi sarà il nuovo DS? Da Como respingono le avances per Fabregas

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Tare

È una tempesta piena, profonda e difficile quella in cui si ritrova il Milan. La sconfitta contro la Lazio ha riaperto ferite che sembravano rimarginate, un 1-2 all’ultimo respiro che allontana i rossoneri dalla zona Europa e fa emergere nuove crepe.

Un’altra battuta d’arresto pesante, che si aggiunge a una serie di risultati deludenti (eliminazione dalla Champions in primis) e a una crisi che non riguarda solo il campo. I tifosi sono infatti in aperta contestazione, Conceicao è di nuovo sotto processo e la società si trova di fronte a una delle scelte più delicate: chi sarà il nuovo direttore sportivo?

Fabio Paratici. Fonte Foto: Calciomercato.com

Fabio Paratici. Fonte Foto: Calciomercato.com

Milan: la partita per il nuovo DS tra Tare e Paratici

La rivoluzione è già iniziata. Con la separazione da Massara e Maldini, il Milan aveva affidato il mercato a Moncada e Furlani, ma la ricerca di un nuovo DS è entrata nel vivo. Dopo aver scartato François-Joseph Modesto e visto sfumare Andrea Berta, l’uomo dell’Atletico Madrid ormai destinato all’Arsenal, la corsa si è ristretta a due nomi: Fabio Paratici e Igli Tare.

La proprietà, rappresentata da Gerry Cardinale, ha incontrato entrambi a Londra insieme a Zlatan Ibrahimovic, ma non senza tensioni interne. L’amministratore delegato Giorgio Furlani si è infatti sentito scavalcato e ha voluto ribadire: “Nessuna decisione sul DS è stata presa, tutte passano da me”.

Ma chi è in vantaggio? Per adesso c’è Paratici, che si è detto pronto a tornare in Italia, ma ha posto condizioni precise: vuole il controllo totale dell’area sportiva, la scelta autonoma dei collaboratori e una struttura chiara, senza sovrapposizioni di ruoli. Tare invece è apprezzato soprattutto da Ibra ma non scalda la piazza e soprattutto divide la dirigenza. La partita per il futuro del Milan, insomma, è appena iniziata.

Fabregas. Fonte foto: OA Calcio

Fabregas. Fonte foto: OA Calcio

Fabregas e il muro del Como

Se a Milano il futuro non ha nome, a Como blindano il loro uomo in panchina. Cesc Fabregas è uno dei tecnici più chiacchierati del momento, il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti e tante big (tra cui anche i rossoneri) hanno iniziato a sondare il terreno. Dalle sponde del lago di Manzoni, però, il messaggio è chiaro: non si tocca. “Ringrazio Ranieri per le belle parole spese sia per l’allenatore che per il progetto. Restiamo focalizzati sul presente, che prevede la salvezza e poi il consolidamento della categoria senza farci distogliere da altro”. Ha parlato così Carlalberto Ludi, direttore sportivo dei lariani, che ha aggiunto: “Si legge tanto, ma è un predestinato secondo noi: un allenatore che ha anche grandi capacità comunicative. Ha firmato un contratto molto lungo col Como, lo vedo coinvolto nelle dinamiche del club. Vederlo lontano da questo club mi verrebbe da dire che sarebbe paradossale, ma dico che è inverosimile”.

Verità o pretattica? In fondo è presto per saperlo.

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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