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Alla scoperta di Niccolò Pisilli, il ragazzo che ha stregato De Rossi

La notizia aveva iniziato a girare in mattinata, ma lui di sicuro la sapeva da qualche giorno. Daniele De Rossi aveva in mente qualcosa di nuovo per il centrocampo, cercava la mossa a sorpresa per sorprendere la Juventus. Il nome giusto, allora, era quello di Niccolò Pisilli, centrocampista classe 2004 che il tecnico di Ostia ha voluto fortemente a Trigoria.
Sarebbe dovuto partire in prestito, a mettere minuti ed esperienza nelle gambe, e invece no. Via Bove, alla Fiorentina di Palladino, ma lui rimane. E gioca da titolare nel primo big match stagionale. La prima partita, guarda caso, in cui la Roma gioca.

Niccolò Pisilli. Fonte Foto: Virgilio Sport
Il marchio di Mourinho
Se andate a cercare qualcosa di Pisilli su internet scoprirete che non ha neanche una pagina Wikipedia in italiano. Si legge che è un classe 2004, tra 20 giorni compirà 20 anni, nato nell’anno funesto della Roma dei 5 allenatori (Prandelli, Voeller, Sella, Delneri, Conti) e arrivato in prima squadra con Josè Mourinho. Il debutto contro l’Inter, a maggio, poi la prima europea contro lo Sheriff Tiraspol, partita in cui si toglie lo sfizio del gol. Prima della gara con la Juventus, Pisilli aveva una statistica particolare: 1 gol ogni 27 minuti giocati (il record apparteneva all’attaccante Filippo Scardina, meteora delle giovanili che con la prima squadra aveva la media di 1 rete ogni 9 minuti).
Quando De Rossi arriva a Trigoria decide di monitorarlo con attenzione, lo vuole con sé al ritiro e poi decide di non lasciarlo partire. E lo premia, parlando di lui come un modello: “Pisilli è la dimostrazione che se ti alleni bene giochi, magari può servire anche agli altri”. Mica male, per avere solo 20 anni.

Pisilli. Fonte Foto: Giallorossi.net
Tra campo e università
Ragazzo semplice, romano di Casal Palocco, Pisilli è alla Roma da quando ha 9 anni. Come scrive il Corriere dello Sport, suo papà Francesco è tifoso juventino, lavora in banca, mentre la mamma Valentina fa la psicologa. Il centrocampista è cresciuto tra i campi di calcio e quelli di tennis, ma non vive di solo sport. Dopo il liceo si è iscritto all’Università, facoltà di Scienze Motorie, “perché non si sa mai cosa può succedere, per esempio a me piacerebbe fare il vostro lavoro: il giornalista”.
Per adesso, però, in testa ha solo il calcio, ha solo la Roma. La prima maglia da titolare è arrivata in uno stadio che mette i brividi, uno stadio in cui i giallorossi hanno sempre faticato e stavolta, invece, hanno strappato un punto. Merito anche di Pisilli, che ha portato freschezza, idee, corsa, voglia. La stessa dei ragazzi che inseguono il loro sogno.











