SportCafe24.com

Il nobile Pavlovic, mandato a salvare la difesa del Milan

Per ora Pavlovic è l'unico che si salva nella disastrata difesa del Milan. Fonseca deve costruire la retroguardia intorno a lui.

Sì, ho fatto un bel gol, mi sarebbe piaciuto che fosse da tre punti, ma sono contento di aver segnato. Tutti dobbiamo difendere e tutti dobbiamo attaccare, è un lavoro di squadra e stiamo concedendo troppi gol”. Strahinja Pavlovic parla così al termine di Lazio Milan. Una partita in cui i rossoneri hanno accarezzato la gioia dei tre punti, sfiorato il terrore della sconfitta e infine strappato la calma del pareggio.

C’è confusione nell’11 di Fonseca, ci sono rabbie e malumori, ingranaggi tattici che ancora non funzionano, quadre da trovare. In tutto questo, però, svetta lui. Anche grazie ai suoi 194 centimetri, ma non solo. Pavlovic è il profilo giusto su cui costruire una difesa che, ad oggi, appare sconnessa.

Pavlovic. Fonte Foto: Sky Sport

Il destino nel nome

Parla come un leader, Pavlovic. Eppure è arrivato a Milano questa estate: i rossoneri hanno messo sul piatto quasi 18 milioni di euro più 2 di bonus per portarlo via dal Red Bull Salisburgo. Ha 23 anni, ma già da quattro anni è nel giro della nazionale, con cui ha giocato Coppa del Mondo ed Europei. Ha la stoffa del veterano, di chi la sa lunga, di chi sa dove andare.

Forse il motivo di tutto questo risiede nel nome: Strahinja è un tipico appellativo serbo, associato alla forza, al coraggio, a virtù positive. Inizia a diffondersi nel periodo medievale o addirittura prima, quando i popoli slavi migrarono nella regione dei Balcani. Deriva dal termine serbo “strahinj”, che significa “piccola paura” o “timore”. Una paura che viene presa e ribaltata. Era il nome dei principi, degli eroi, dei generali. E dei difensori, fate voi su quale campo.

Pavlovic contro Frattesi, già aria di derby. Fonte Foto: calciodangolo

La carriera di Pavlovic

Un nome che si abbina perfettamente alla fisicità di Pavlovic, alla sua abilità nel guidare la difesa, nel difendere la retroguardia. Doti che si porta dietro dalle prime esperienze tra i grandi, quelle con il Partizan Belgrado, dove ha collezionato 37 presenze e segnato 1 gol. Nel gennaio 2020, poco prima che l’uragano Covid fermasse il mondo, è stato acquistato dal Monaco, che dopo due stagioni lo manda a farsi le ossa in prestito. Due brevi esperienze, al Cercle Brugge e al Basilea, rispettivamente con 11 e 10 presenze, senza gol. Nell’estate del 2022, la svolta al Red Bull Salisburgo, dove ha giocato 30 partite e segnato 2 gol, contribuendo alla vittoria del campionato austriaco. Alla fine con gli austriaci di presenze saranno 68 e di gol 4.

Un bottino niente male per il condottiero slavo venuto dai Balcani. Venuto per risollevare la difesa del Milan.

Exit mobile version