La Opinión
Il trionfo dell’Italia a EURO 2024: Fagioli come Toni Kross, le polemiche fanno bene all’anima

In un afoso 14 Luglio lo stivale si colora di azzurro, chi dal balcone di casa, chi dalla piazza del paese, chi dal bar in fondo in via, insomma tutti fanno il tifo per l’Italia. La finale è tiratissima, partita lunga e dispendiosa con gli azzurri che comunque mantengono il pallino del gioco. EURO 2024 si gioca su un filo di lana, come le vecchie maglie italiane del passato rigorosamente maniche lunghe e colletto rialzato per la felicità di Éric Cantona che avrebbe sponsorizzato anche la camicia di flanella di qualche lupo di mare del porto di Marsiglia. All’ultimo minuto della partita Fagioli si inventa una giocata alla Toni Kross e sbaraglia la difesa avversaria, palla filtrante per il fedelissimo di Spalletti, Di Lorenzo, che penetra in area dalla sinistra e mette in mezzo una palla velenosa, come si suol dire.

Luciano Spalletti – Ph @azzurri
Senza pietà
A quel punto la sveglia suona senza pietà, ma l’italiano medio si gira dall’altra parte e mette la testa sotto il cuscino per dormire ancora due minuti, il tempo di vedere Scamacca che colpisce di piatto a colpo sicuro. La sveglia continua a sognare, a quel punto il sogno finisce, senza lieto fine. Era solo un sogno. Non ci sarà mai un’Italia in finale il 15 Luglio, l’eliminazione contro la Svizzera è reale e certifica il fallimento, l’ennesimo di una Federazione. Dopo l’esclusione dagli ultimi Mondiali, l’addio di Mancini e le polemiche varie, ci pensa la piccola Svizzera a scoperchiare il vaso di Pandora.

Italia eliminata da EURO 2024
L’attenuante
La nazionale esce da EURO 2024 a testa bassa, i tiri in porta in tutto l’Europeo si contano sulle dita di una mano. La verità è che la truppa di Luciano che a Napoli era magnifico e in azzurro un Ventura qualsiasi, ha pensato solo a difendere la faccia, senza mai provare a giocare all’attacco. La rosa mediocre non può essere un’attenuante per il ct, almeno secondo gli esperti massimi della nazionale. E adesso Gravina rimane seduto comodo in poltrona, il futuro di Spalletti è meno roseo de La Gazzetta Dello Sport, uno tra i tanti giornali a incensare e demolire Spalletti nel giro di poche settimane. Dall’impresa con il Napoli targato Kvara e Osimhen all’impresa (al contrario) con la nazionale targata Raspadori e Retegui. L’estate italiana si allunga, si dilata. Le polemiche fanno bene all’anima.








