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Chi è più forte tra Calhanoglu e Bruno Fernandes

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calhanoglu bruno fernandes

Euro 2024 è ormai ufficialmente e definitivamente entrato nel vivo. Nel fine settimana ci saranno senza alcun dubbio molte sfide interessanti, ma a spiccare è inevitabilmente Turchia-Portogallo, in programma oggi alle ore 18. Un match tra due squadre ricche di talento e pronte a prendersi la scena in questa competizione. Ed ecco che, tra i tanti duelli a distanza e faccia faccia, non ci si può non concentrare su quello tra Calhanoglu e Bruno Fernandes.

Calhanoglu e la consacrazione in Serie A

Nato in Germania nel 1994, è proprio in terra teutonica che prende forma la sua carriera. Il  buon Hakan gioca per otto anni nelle giovanili del SV Waldhof Mannheim, il club della sua città. A 15 anni passa al Karlsruher e questa è una tappa fondamentale per lui. La maturazione si completa poi all’Amburgo, con cui esordisce in Bundesliga nell’agosto del 2013.  E i numeri sono tutti dalla sua parte: 32 gare e 11 reti. Numeri che portano all’acquisto del Bayer Leverkusen. Ed è proprio qui che Calhanoglu compie il definitivo salto di qualità. Gara dopo gara, affina le sue qualità, la sua tecnica, le sue capacità palla al piede e le sue abilità nell’inserimento tra le linee. 28 reti in 115 gare gli valgono la chiamata del Milan.

I rossoneri investono 22 milioni di euro. Settimana dopo settimana diventa un pilastro diventa un pilastro nei rossoneri, soprattutto con l’arrivo di Gattuso in panchina. Dopo aver perso le finali di Coppa Italia e Supercoppa Italiana è con Pioli che trova la sua collocazione tattica perfetta, ossia da trequartista nel 4-2-3-1. Il suo rendimento però è molto spesso incostante e questo porta a qualche inevitabile critica. Nella stagione 2020/2021 totalizza quattro gol e dieci assist, ma decide per l’addio, accasandosi all’Inter. Ovviamente i tifosi milanisti non digeriscono questa scelta, ma il turco è in nerazzurro che trova la sua consacrazione. Dopo la delusione della prima stagione conclusasi proprio cn lo scudetto del Milan, si riscatta nelle due successive, essendo protagonista nella conquista della finale di Champions League e dello scudetto. Ma è proprio nell’annata 2023/2024, che con l’addio di Brozovic e Lukaku, diventa regista, punto di riferimento e rigorista.

Bruno Fernandes, quanta continuità

Anch’egli classe 1994, muove i primi passi nell’Infesta, società della terza categoria portoghese. A 10 anni entra far parte nelle giovanili del Boavista. Nel 2012 approda in Italia, più precisamente al Novara. La sua prima stagione si chiude con quattro reti. Nell’estate del 2013 arriva la chiamata dell’Udinese, da sempre attenta sui giovani talenti. Il debutto in Serie A è datato 3 novembre 2013 e poco dopo arriva anche la sua prima rete. In Friuli però non riesce a giocare con troppa continuità ed è per questo che, nell’agosto del 2016, passa alla Sampdoria. Riesce a guadagnarsi, in poco tempo, il posto da titolare e a segnare 5 reti. Insomma, la maturazione italiana è completata.

Il 27 giugno 2017 lo Sporting Lisbona investe, tra cifra fissa e bonus, 9 milioni. A colpire però è la clausola rescissoria fissata a 100 milioni. In patria mostra tutte le sue qualità, crescendo di stagione in stagione e arrivando a essere  il centrocampista con più gol realizzati nei campionati europei in un’unica stagione (31). Il resto è storia recente e di un approdo, datato 2020, al Manchester United. Un affare da 55 milioni di euro più 25 di bonus. In un periodo non troppo brillante per i Red Devils, diventa una delle poche certezze. 79 le reti realizzate, con una qualità e una continuità sempre e comunque garantita.

Ma chi è  il più forte?

Giusto provare a chiedersi chi sia più forte. Per rispondere occorre fare il punto sulle loro avventure nelle rispettive Nazionali. Dal 2013 , Calhanoglu è un vero e proprio punto fisso, avendo giocato gli Europei del 2020. Poi, nel 2022, è diventato capitano. Bruno Fernandes è diventato con il tempo un pilastro dei lusitani, essendo protagonista nella vittoria della Nations League 2018-2019. A entrambi però manca il prendersi la scena in una competizione importante e quest’Europeo può essere l’occasione giusta.

Dal punto di vista tattico, la posizione e il ruolo dei due è molto simile. Nell’ultimo periodo però Hakan ha arretrato il suo raggio d’azione, agendo come regista. Questo ha messo in mostra la sua velocità di pensiero, la sua visione di gioco e le sue capacità di mettere i compagni di squadra in condizioni di segnare. Ciò che continua ad accomunarlo all’ex Udinese è il tiro dalla distanza, l’essere prolifico in fase realizzativa e l’essere un abile rigorista. Insomma, così diversi e così uguali. In fondo, sono due tra i centrocampisti più forti di questa generazione.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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