Overvaluation
Joaquin Larrivey era davvero così scarso?

Joaquin Larrivey. Un nome che, soprattutto ai tifosi del Cagliari, non può che dire tantissimo. In molti, facendo un tuffo nel passato, lo inseriscono nella categoria bidoni della Serie A. In realtà però la sua carriera fa pensare a ben altro. Perché la storia dell’attaccante argentino è davvero tutta da raccontare.
Larrivey e il soprannome El Bati
È l’estate del 2007 quando il giocatore sbarca in Sardegna. A colpire e a creare una sorta di vera e propria aspettativa è il suo soprannome El Bati. Una sorta di, senza offendere nessuno, autentico sacrilegio, soprattutto per chi ha visto giocare e conosce molto bene Gabriel Omar Batistuta. Un soprannome che nasce per taglio di capelli e ruolo, ma in realtà in comune c’è davvero molto poco, per non dire assolutamente nulla. Il buon Joaquin indossa la maglia rossoblu dopo l’avventura all’Huracan, con 36 gol in due anni. La trattativa è complicata, ma, nell’ultimo giorno di mercato, c’è il tanto atteso transfer. L’avvio è tutto sommato positivo, con una buona prestazione con la Juve e un rigore procurato. Il 23enne però non riesce ad ambientarsi e soprattutto a trovare la via della rete. Lui stesso, in una recente intervista a La Gazzetta dello Sport, ha ammesso, senza troppi giri di parole, che il primo anno in terra isolana è stato molto complicato.
Solo due gol in un anno e mezzo e la conseguenza non può che essere il ritorno in patria, con il prestito al Velez. Un’avventura però che non riesce a rivitalizzarlo e, tornato a Cagliari, deve anche fare i conti con contestazioni. Il presidente Cellino prova a fare di tutto per svegliarlo dal torpore, affidandosi persino ala scaramanzia, con tanto di numero 23. Ma non serve a nulla. L’avventura di Larrivey al Cagliari è un fallimento, confermato anche dai numeri: 16 gol in 102 presenze. Davvero una miseria per un attaccante.
Larrivey, il bomber giramondo
La storia potrebbe finire qui, ma il realtà la carriera dell’argentina si può dividere in due capitoli. Infatti, dopo aver lasciato Sardegna. c’è il cambiamento radicale. Dopo il taglio dei capelli e un paragone insensato messo finalmente in soffitta, l’attaccante inizia a segnare in Messico, con la maglia dell’Atlante, per poi trovare continuità in Liga, al Rayo Vallecano e al Celta Vigo, dove tocca addirittura la doppia cifra in stagione. A 31 anni, c’è l’avventura negli Emirati Arabi, con 23 gol in due stagioni. Insomma, il feeling con il gol e si conferma in Giappone, con il JEF United, e in Paraguay, con il Cerro Porteño. Larrivey segna 136 gol n 8 anni. Insomma, un autentico bomber giramondo. Il resto è storia recente, con il sudamericano che mette la firma in calce nella salvezza del Cosenza e che, dopo un breve parentesi al Sudtirol, continua a segnare in Cile all’età di 39 anni. Chissà cosa ne pensano a Cagliari.











