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La scelta di Dario Hubner

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Hubner

Io certe volte dovrei fare come Dario Hübner / E non lasciarti a casa mai a consumare le unghie”. La canzone è del 2018 e fa parte del primo grande album di successo di Calcutta. Il titolo, neanche a dirlo, è quello che porta il nome di uno dei bomber più magici e iconici del nostro calcio.

Oltre 300 gol in carriera, reti in Serie A, in Serie B, in C1 e C2, in D, fino all’Interregionale, quando ancora c’era, all’Eccellenza, alla Promozione, in Prima Categoria. Vincitore della classifica cannonieri nel massimo campionato, ma anche nel cadetto e poi, per non farsi mancare niente, anche in C1, rispettivamente con le maglie di Piacenza, Cesena e Fano. Questa è la storia di Dario Hubner, che non è la storia di una caduta, di un campione che passa dalle stelle alle stalle. È la storia di una scelta. Nel segno della provincia.

Dario Hubner. Fonte Foto: SportPiacenza

Dario Hubner. Fonte Foto: SportPiacenza

 

Bomber di categoria

Mi colpì molto il gran rifiuto alla Premier per andare a Piacenza ed essere più vicino alla moglie che stava a Crema. Il brano vuole essere il mio personale tributo a una persona di valore e spessore”. Calcutta spiega così le motivazioni che lo hanno spinto a dedicare una canzone a Dario Hubner. Era l’estate del 2001, al Brescia, insieme a un certo Roberto Baggio in attacco e in panchina Carletto Mazzone, festeggiano la qualificazione alla Coppa Intertoto. “Tatanka”, così lo chiamavano, mette a segno 17 reti. Lo voglio dalla Premier, sul tavolo ci sono soldi importanti. Hubner invece dice di no, non può allontanarsi da casa, vuole stare vicino alla moglie, vicino alla sua terra. E così resta, si sposta solo di qualche chilometro, a Piacenza. E con quella maglia diventa il calciatore con più reti della storia del club.

Hubner con la maglia del Brescia. Fonte Foto: Storie di Calcio

Hubner con la maglia del Brescia. Fonte Foto: Storie di Calcio

Cosa fa Hubner oggi

La carriera finisce nel 2011, al Cavenago d’Adda, in Prima Categoria. 44 anni sulla carta d’identità. Scarpini al chiodo, qualche investimento per mettere in sicurezza la vecchiaia. Ma niente resort di lusso, niente ristoranti stellati o alberghi a cinque stelle. Hubner compra un bar a Passarera, profonda provincia cremonese. Si compra anche un po’ di terra, “Pomodori, insalata, cose naturali, che fanno bene” dice, passa il tempo a pescare, a girare per i boschi con il cestino da funghi.

Lo puoi trovare dietro al bancone, dove aiuta il cognato. Non fuma più, o meglio ha ceduto alla sigaretta elettronica. Ogni tanto scende ancora in campo, con gli amatori, con gli amici. E segna, ovviamente. D’altronde ha segnato ovunque, perché non continuare a farlo?

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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