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C’è così tanta differenza tra Gatti e Calafiori?

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gatti calafiori

Bologna-Juventus sarà una delle sfide più interessanti della penultima domenica di Serie A. Una partita dove le due squadre avranno poco e niente da chiedere, avendo già guadagnato il pass per la prossima Champions League. Sarà così un po’ più semplice concentrarsi sui duelli a distanza, Uno vedrà protagonisti due difensori, ossia Gatti e Calafiori. Un faccia a faccia che può essere letto anche in ottica Euro 2024, con le convocazioni di Spalletti che sono ormai dietro l’angolo.

Gatti e un’ascesa importante

Nato a Rivoli, in provincia di Torino, nel 1998, muove i suoi primi passi nelle giovanili di Alessandria e Torino. Si fa le ossa nel Pavarolo, squadra militante in Promozione. Nato come centrocampista, a 17 anni viene spostato al centro della difesa. Passato al Verbania, vince il campionato di Eccellenza e soprattutto dimostra di meritarsi categorie superiori. Ed ecco che a puntare su di lui è la Pro Patria. Gatti entra così nel mondo dei professionisti. Sono 35 le presenze in Serie C, condite da un rete. La chiamata del Frosinone è la conseguenza di una stagione da protagonista e di alto livello.

Siamo nel 2020/2021 e i ciociari, allora allenati da Grosso, hanno un solo obiettivo: tornare in Serie A.  Dopo una partenza un po’ in salita, Federico diventa un pilastro dei laziali. Insuperabile in difesa e importante in zona gol: queste sono le caratteristiche che lo rendono il miglior difensore di quella Serie B. Gli occhi dei club di massima serie sono tutti per lui. E a spuntarla è la Juventus. Dieci milioni di euro l’investimento dei bianconeri. Il buon Federico raccoglie un’eredità pesante, ossia quella di Chiellini e Bonucci. Il difensore dimostra grande personalità, mostrata soprattutto in Europa League, dove trova il gol contro Sporting e Siviglia. Insomma, una buona stagione la sua.

Il resto è storia di questo campionato, dove Gatti è stato, nonostante le difficoltà della Vecchia Signora e qualche alto e basso, uno dei migliori e dei più positivi.  Nel match con il Sassuolo è stato sfortunato protagonista di un autogol clamoroso, ma in tante altre occasioni, come la sfida con il Monza, è stato decisivo. Aspetti di cui non potrà non tenere conto Luciano Spalletti, che l’ha fatto entrare definitivamente nel giro dei convocati da ottobre 2023.

Calafiori e un futuro tutto dalla sua parte

Nato a Roma nel 2002, muove i primi passi nel Petrania, piccola società capitolina. Nel 2011 entra a far parte delle giovanili della Roma. Ed è qui che si fa le ossa e si forma. Un percorso che è impreziosito da due trofei: il campionato Under 17 e la Supercoppa italiana di categoria. Un grave infortunio al ginocchio sembra rallentarne la crescita, ma invece, nella stagione 19/20, per lui arriva addirittura il debutto in prima squadra, con Paulo Fonseca in panchina. Nell’annata successiva, nonostante qualche problema fisico, c’è il suo primo gol da professionista.

L’approdo di Mourinho sulla panchina giallorossa, in un primo momento,  pare aiutarlo nella sua definitiva esplosione, grazie anche all’assenza di Spinazzola. Calafiori viene però poi spedito in prestito al Genoa. Con i liguri trova pochissimo spazio e la sua destinazione successiva si chiama Basilea. con la Roma che decide dunque di non puntarci più. Con gli elvetici diventa titolare e trova continuità. 38 partite, un gol e tre assist: questi i suoi numeri. Insomma, la maturazione pare esser completata, con i problemi fisici che sembrano aver smesso di tormentarlo.

Il resto è storia recente e di una stagione da assoluto protagonista con il Bologna. Il merito è anche di Thiago Motta e del cambio di ruolo. Il buon Riccardo, sempre terzino sinistro, si è riscoperto difensore centrale e ha dimostrato di essere uno dei migliori della Serie A. E, vista la giovane età, non può certo essere passato inosservato. Il prossimo mercato sarà tra i più ambiti, ma prima c’è l’Europeo. Lui è un pilastro dell’Under 21, ma le sue prestazioni e il suo stato di forma potrebbero convincere Spalletti a portarlo con sé in Germania.

Ma chi è più forte? E a Euro 2024…

Ma dunque chi è più forte? Il passato da centrocampista permette senza alcun dubbio a Gatti di avere una buona visione di gioco. Sotto l’aspetto dell’impostazione però il bianconero deve migliorare qualcosa e continua a farsi preferire nel gioco aereo e nelle letture difensive. Ovviamente è poi impossibile dimenticare il suo apporto in zona gol. Ma che cos’ha dunque in più Calafiori? Sicuramente, oltre alla capacità di leggere il gioco avversario, la rapidità, la forza fisica e la reattività nell’uno contro uno, a fare la differenza, è  soprattutto la duttilità. Il giocatore del Bologna, oltre che da centrale. è in grado di muoversi da terzino e da centrocampista sinistro, anzi è stato proprio questo il suo ruolo naturale fino all passata stagione. E non si può poi dimenticare l’entusiasmo: la grande cavalcata con il Bologna ha caricato, motivato e reso ancor più sicuro di sé il classe 2002. Tutte situazioni che potrebbero portare Spalletti a scegliere il romano. Ma comunque il nativo di Rivoli potrebbe essere l’alternativa, il jolly su cui puntare in caso di assenza dell’ultimo minuto. E magari qualcosa potrebbe dire proprio Bologna-Juve…

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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