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Faccia a faccia: chi è più forte tra Bonucci e Chiellini

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Bonucci e Chiellini

11 luglio 2021. Questa è una data incisa a fuoco nella mente dell’Italia del pallone. Quel giorno la Nazionale di Mancini ha vinto l’Europeo nella magica notte di Wembley. Tra i protagonisti di quella cavalcata trionfale, nemmeno a dirlo. Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. I due sono stati trascinatori, leader e tanto altro in un gruppo azzurro dove i punti di forza sono stati compattezza, carattere e voglia di vincere. Il destino dei due centrali molto spesso si è incrociato ed è stato comune. In tanti però si fanno una domanda: chi è il più forte?

Chiellini e una storia d’amore bianconera

Il livornese è cresciuto nella squadra della sua città, con cui ha esordito in Serie C ed è poi stato protagonista nella promozione in Serie A, arrivata nel 2004. Dopo esser stato in comproprietà alla Roma. è stato acquistato dalla Juventus. I bianconeri, per farsi le ossa, l’hanno spedito alla Fiorentina, dove Giorgio ha fatto benissimo, giocando da terzino sinistro, facendo tre gol e conquistandosi persino la Nazionale. Nell’estate del 2005, a 21 anni, è diventato a tuti gli effetti un giocatore bianconero. L’avvio non è stato dei più semplici, ma, con il tempo, Chiellini è riuscito a ritagliarsi il suo spazio, con tanto di fiducia di Capello.

La svolta per lui è arrivata però nella stagione 2006/2007, quando Deschamps ha deciso di schierarlo da difensore centrale. Uno spostamento che è stato definitivamente confermato l’anno successivo, quando è arrivato anche il suo primo gol in Serie A. Insomma, nel giro di pochissimo tempo, il nativo di Livorno è riuscito a diventare un pilastro della Juventus. Un ruolo confermato con qualsiasi allenatore, sia nei momenti bui e difficili che in quelli costellati di trionfi e di trofei. Il toscano c’è stato infatti nelle stagioni tribolate e in quelle del ritorno al tricolore con Conte e in quelle del sogno Champions con Massimiliano Allegri. 17 anni in bianconero di certo non si dimenticano così facilmente, come dimostrato dall’ovazione dello Stadium nella sua ultima partita.

Bonucci, una storia da raccontare

Nato a Viterbo nel 1987, è cresciuto nella Viterbese, giocando prima da portiere, poi da centrocampista centrale e infine da difensore. La sua vita è cambia nel 2005, quando, grazie a un provino, è stato preso dalla Primavera dell’Inter. Nel maggio del 2006 ha addirittura esordito in prima squadra. Treviso e Bari hanno segnato la sua crescita, continua e costante. Con i pugliesi ha addirittura conquistato la prima chiamata in Nazionale. Ed ecco che, nel 2010, la Juve ha investito oltre 15 milioni di euro per accaparrarselo.

Dopo qualche stagione non troppo positiva dal punto di vista dei risultati, la rivoluzione è firmata da Antonio Conte e dalla nascita della cosiddetta BBC, formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini. Con questo trio sono arrivati gli scudetti, ma anche due Supercoppe Italiane. I trionfi in Italia sono stati confermati nell’epoca di Allegri, così come il grande rendimento del viterbese, pilastro imprescindibile. Non sono però mancate le frizioni con il buon Max. Impossibile infatti dimenticare quando, nel febbraio 2017, i due hanno discusso durante la partita col Palermo e il tecnico ha deciso di mandarlo in tribuna in Champions contro il Porto. Un’esclusione e un’immagine sullo sgabello che fa il giro del mondo e che è stato il preludio dell’addio destinazione Milan.

In rossonero però Bonucci non è riuscito a imporre e a brillare, vivendo un anno da incubo e pagando la stagione negativa dei meneghini. Il ritorno alla Vecchia Signora è stata la conseguenza. con una sorta di storia del figliol prodigo. Carattere e prestazioni l’hanno fatta, per la seconda volta, da padrone, con il nativo di Viterbo che oggi può vantare 17 trofei in bianconero. Un separazione un po’ polemica, Union Berlino e Fenerbahce possono solo e soltanto accompagnare.

Chiellini e Bonucci, chi è più forte?

Fare un confronto tra i due non è un qualcosa di molto facile. Infatti, come chi ama il calcio e ama la Nazionale sa, i due hanno rappresentato, sia in azzurro che con la Juve, una coppia pressoché perfetta e una sorta di vero e proprio muro invalicabile. Però, volevo fare un paragone, sicuramente si sta parlando di due centrali totalmente differenti, seppur entrambi si sono sempre distinti per il vizio del gol. Chiellini è un difensore arcigno, forte fisicamente e nel gioco aereo. Leo invece eccelle, oltre che in marcatura, anche in fase di impostazione e di costruzione. Dunque l’ex Milan è un po’ più moderno. Ma scegliere è davvero complicato. Forse meglio non farlo.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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