Connect with us

Faccia a Faccia

Lampard e Gerrard, due icone generazionali: chi era più forte?

Pubblicato

|

lampard gerrard

Se si parla di centrocampisti, i nomi che possono venire in mente sono senza alcun dubbio tantissimi. Ma, se si parla di icone generazionali, i profili a cui pensa sono inevitabilmente molti meno. Ed ecco che, quando si pronuncia Lampard e Gerrard, la lampadina dei ricordi non può che accendersi a tanti, se non addirittura a tutti. Perché si parla di due calciatori che hanno segnato un’epoca. E la domanda non può che essere solo e soltanto una: chi era il più forte?

Lampard e la sua carriera: la sua storia d’amore con il Chelsea

Classe 1978, Frankie cresce nelle giovanili del West Ham. Il suo esordio tra i professionisti avviene però con lo Swansea nel 1995. Tornato a Londra, ha come allenatore suo zio, ossia Harry Redknapp. Con la maglia degli Hammers vive delle stagioni importanti e si guadagna l’affetto dei tifosi. Nel 2001 arriva la chiamata del Chelsea. A richiederlo espressamente è Claudio Ranieri, con il club che investe 11 milioni di sterline. Il centrocampista, fin da subito, mette in mostra qualità, quantità e soprattutto continuità, toccando record di presenze. Unico neo il fatto che i Blues non riescono ad alzare alcun trofeo. La svolta è datata 2004, con l’arrivo in panchina di Mourinho. Il portoghese, oltre a valorizzare ancor di più Lampard, guida la squadra alla vittoria in Premier.

Un giorno importante per il buon Frank è quella del 6 gennaio 2007, quando segna la sua prima tripletta in carriera, contro il Macclesfield in FA CUP. Il 16 febbraio 2008 tocca quota 100 gol con il Chelsea, festeggiando il traguardo con una maglia celebrativa per ringraziare i tifosi. Il 2008 è per lui l’anno più importante. Fin troppo chiaro il riferimento alla rete decisiva nelle semifinali di Champions contro il Liverpool. In finale poi però arriva la sconfitta ai rigori contro il Manchester United, ma il classe 78 è comunque protagonista, pareggiando la rete di Cristiano Ronaldo. Insomma, è il momento della sua consacrazione. In quegli anni è uno dei centrocampisti più forti e più completi in circolazione. Molto è dovuto al lavoro di Mou. E, non a caso, con il passaggio del portoghese all’Inter, il calciatore viene tante volte accostato ai nerazzurri.

Frank rimane comunque a Londra e continua a vincere. Ancelotti arretra leggermente la sua posizione, ma il rendimento non ne risente. Nella stagione 2009/2010 ecco il double Premier-FA Cup, con la ciliegina sulla torta della Community Shield. Intanto continua segnare, entrando sempre più nella storia e arrivano anche gli allori europei: Champions nel 2012 ed EL nel 2013. Una storia in Blues che può essere spiegata con i numeri: 211 gol in 648 presenze. Cifre che fanno passare in secondo piano tutto il resto, con un avventura al Manchester City che in pochi ricordano e una carriera chiusa in MLS, a New Tork. E anche un’avventura da allenatore non troppo idilliaca e positiva.

Gerrard, la storia di the man in Red

Classe 1980, Steven cresce a pane e pallone. Non a caso già a 7 anni entra nei pulcini del Liverpool, dopo esser stato notato da un osservatore. Rifiuta la corte di altri top club e, dopo tutta la trafila nelle giovanili, nel 1997 firma il suo primo contratto da professionista. L’esordio arriva a diciotto anni, Questo è l’inizio di un binomio indissolubile. Dopo un inizio da ala destra, si capisce fin da subito che è al centro che rende al meglio.  Già nella stagione 1999/2000 diventa titolare, guadagnandosi molte attenzioni. Insomma, si capisce che il ragazzo ha stoffa. E nella stagione successiva arrivano i primi trofei: League Cup, FA Cup e Coppa Uefa. Steven tra l’altro dimostra di aver anche un buon feeling cn il gol, realizzandone dieci.

Dopo aver vinto anche la Supercoppa Europea e la Coppa di Lega, negli anni successivi  arrivano momenti poco brillanti per il club, ma per Gerrard è probabilmente proprio quello il momento determinante della carriera, in quanto diviene capitano. E diventa leader silenzio di nn gruppo che, sotto la guida di Benitez, fa incetta di trionfi. Il primo è datato 25 maggio 2005, giorno della storica rimonta in finale di Champions con il Milan. Rimonta in cui c’è la sua firma, vista la prestazione eccezionale e il gol che dà il là al tutto. La consacrazione è ormai definitiva. Gli anni successivi, dal punto di vista personale, sono ancora più esaltanti, visto il suo avanzamento da trequartista. E in bacheca arrivano FA Cup, Supercoppa Europea e Community Shield. Nel 2007 c’è la rivincita contro il Milan, ma stavolta a vincere sono i rossoneri. Gerrard è però una star internazionale.

La storia d’amore tra lui e il Liverpool vive tanti altri capitoli meravigliosi, con il centrocampista che ha contribuito alla crescita di molte stelle, come Torres e Suarez. Negli ultimi anni il centrocampista ha un solo obiettivo: riportare la Premier. Ci va vicinissimo nel 2008/2009, ma è nel 2013/2014 che c’è la vera beffa. Il duello con il Chelsea si risolve nello scontro diretto della terzultima giornata. E a commettere l’errore fatale e proprio lui, scivolando sul terreno di gioco e aprendo la strada al gol di Demba Ba. Una delusione che non cancella storia e affetto del popolo Reds. E la sensazione è che un giorno tornerà da allenatore.

Lampard-Gerrard, amici rivali

Lampard e Gerrard sono sempre stati considerati gli amici-rivali del calcio inglese. A unirli c’è tanto: grinta, personalità, carattere, capacità di essere leader, feeling con il gol e tanto altro. Segnano un’epoca anche in Nazionale. Un’epoca però dove l’Inghilterra non lascia mai il segno. Anzi, fa solo collezione di delusioni. E allora come si può capire chi dei due sia il più forte? Sicuramente la bandiera del Liverpool ha dimostrato di essere più duttile, avendo agito in più ruoli nella sua carriera. In realtà i due hanno sempre giocato in posizioni differenti, con Steven che era molto più regista, in grado di abbinare le due fasi, e Frank molto più trequartista. E soprattutto aveva una tecnico di tiro pressoché perfetta, come testimoniato dai suoi numeri da attaccante. Insomma, due giocatori che insieme raggiungevano le perfezione. Come pochi altri.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SPORTCAFE24.COM

Servizio Copywriting per siti di scommesse sportive e affiliazione

MEDIA PARTNER