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Faccia a Faccia

Faccia a Faccia: Buffon era tanto più forte di Toldo?

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Buffon e Toldo sono senza alcun dubbio due portieri che hanno segnato un’epoca e accompagnato un’intera generazione, o forse anche di più, dell’Italia pallonara. Eppure si ha, ancora oggi, la sensazione che il secondo, troppo spesso, sia stato oscurato dal primo, che viene, da tutti, considerato uno degli estremi difensori più forti di tutti i tempi. Ma c’è stata davvero tutta questa differenza? Non resta che provare a rispondere e a spiegare. Perché, mai come in questo caso, tentar non nuoce.

SuperGigi e la sua carriera ineguagliabile

Nato a Carrara, fin da subito dimostra un talento a dir poco innato. Muove i primi passi al Canaletto, società dilettantistica della Spezia, per poi passare al Perticata, squadra della sua città. A 12 anni entra nel Bonascola. Ed ecco che, a solo 13 anni, dopo aver dimostrato di essere una promessa dal sicuro avvenire, passa al Parma. 15 milioni di lire, pagabili in due anni: questo l’investimento della società emiliana. Dopo un inizio da centrocampista, a 14 anni inizia la sua avventura tra  i pali. Il debutto tra i grandi arriva nella stagione 1995/1996, all’età di 17 anni. E, fin da subito, dimostra tutto il suo talento e il suo valore. L’anno dopo diventa subito titolare e, nel giro di poco tempo, arrivano le prime gioie. Nel 1999 infatti sono ben tre i trofei vinti:: la Coppa UEFA, la Coppa Italia e la Supercoppa italiana.

Nel 2001 passa alla Juve per 75 miliardi di lire più il cartellino di Bachini. Dopo un avvio incerto, Buffon si prende la scena, trascinando i bianconeri allo scudetto e alla Supercoppa Italiana. Unica delusione la finale di Champions persa ai rigori contro il Milan. Il buon Gigi in quegli anni è senza dubbio uno dei portieri più forti al mondo, nonostante un infortunio alla spalla. Rimane ai piemontesi nonostante la retrocessione in Serie B, causa Calciopoli. La dimostrazione più importante di una grande storia d’amore. Dopo qualche anno di difficoltà, la Juve torna a vincere con Conte in panchina. Tra il 2012 e il 2014, la Juventus conquista tre scudetti consecutivi e due Supercoppe italiane, con il portiere che diviene capitano.

Dopo Conte è la volta di Allegri, continuando a fare incetta di scudetti, ma fallendo, in due occasioni, l’alloro europeo. Nel frattempo Gianluigi ottiene anche soddisfazioni personali, come record di imbattibilità e quarto posto nella classifica del Pallone d’Oro. Nel 2018 saluta Torino e tenta l’avventura al Psg. Un’avventura che però viene ricordata solo per l’errore negli ottavi di finale di Champions contro il Manchester United, che costa l’eliminazione ai transalpini. Ed ecco che la sua carriera si chiude con un doppio ritorno: prima quello alla Juventus e poi quello al Parma, utili per entrare ancor di più nella storia del calcio italiano. E non solo.

Toldo, una carriera costellata di trofei

5 scudetti, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane e una UEFA Champions League: basterebbero forse anche solo questi numeri per descrivere la carriera del nativo di Padova. Classe 1971, muove i suoi primi passi nella società parrocchiale del suo paese, scegliendo di diventare portiere a 12 anni. Dopo qualche trafila tra le giovanili della sua zona, a notarlo è il Milan, che lo preleva all’età di 16 anni. Dopo una lunga gavetta tra Verona, Trento e Ravenna (con cui è protagonista nella promozione in Serie B), nel 1993 inizia la sua lunghissima avventura alla Fiorentina. Contribuisce subito alla risalita in A dei toscani, con le prime gioie che giunge nel 1996: la  Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Nel 1999/2000 c’è il palcoscenico europeo, dove si toglie la soddisfazione di parare un rigore a Kanu.

Le sue prestazioni non passano certo inosservate e, dopo essere stato vicinissimo al Parma, passa all’Inter per 55 miliardi. Ai nerazzurri tante buone stagioni per Francesco, ma anche tante delusioni, come lo scudetto perso il 5 maggio 2002. Per Toldo anche qualche incertezza e momento negativo. Il riscatto arriva però con Mancini in panchina, con tantissimi trofei Nazionali. Con Mourinho trova poco spazio, ma è uno dei leader del gruppo e si toglie la soddisfazione della rosa che alza la Champions. Insomma, per lui i trionfi e le Coppe non sono certo mancate.

Buffon e Toldo, quali differenze?

Insomma ci sono davvero così tante differenze tra Buffon e Toldo? Dando uno sguardo alla carriera, si potrebbe serenamente e tranquillamente rispondere d no. Forse il buon Gigi ha qualche alloro nazionale e qualche record personale in più, ma l’ex viola e nerazzurro si è tolto la soddisfazione di vincere la Champions, unica vera mancanza per l’ex bianconero. Forse può però aiutarci per una riflessione più completa quanto fatto in Nazionale. Impossibile dimenticare come Gianluigi sia stato uno dei protagonisti del trionfo del 2006 e questo non può non contare. Trionfo che cancella le tante delusioni: Mondiali 2002, Europei 2004, Mondiali 2010, infortunio ai Mondiali 2014 e mancate qualificazione a quelli del 2018.  Il padovano ha in azzurro, avuto una grande occasione, l’Europeo del 2000. Europeo che l’ha definitivamente consacrato per le sue parate ai rigori contro l’Olanda. Unica pecca la mancata vittoria nella finale con la Francia. Insomma, forse le differenze non sono poi così tante.

 

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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