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Faccia a Faccia

Faccia a faccia: Inzaghi e Vieri, così uguali e così diversi

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vieri inzaghi

Così uguali, così diversi. Questa frase e questa descrizione è senza alcun dubbio stata usata per tanti calciatori, ma indica alla perfezione il faccia a faccia tra Christian Vieri e Filippo Inzaghi. I due attaccanti hanno segnato un’epoca e una generazione. Non è infatti un caso che in molti si siano chiesti chi fosse il più forte. Numeri e caratteristiche dei due bomber possono aiutare a dare una risposta, per quanto farlo sia tutt’altro che semplice.

Filippo Inzaghi, la sua carriera

Una vita per il gol: può essere spiegata così la carriera di Pippo Inzaghi. Nato a Piacenza nel 1973, già nelle giovanili della squadra della sua città natia fa capire di essere un predestinato. A 18 anni c’è il debutto tra i professionisti. Dopo essersi fatto le ossa tra Leffe, la sua prima grande stagione arriva in quel di Verona, dove nasce il soprannome di Superpippo. 13 reti in 36 presenze in Serie B che gli valgono la fiducia della casa madre. Filippo con la maglia degli emiliani si conferma, trascinando la squadra fino alla promozione. Ed ecco che resistere alla corte del Parma è pressoché impossibile. Siamo nel 1995 ed è l’anno del debutto in Serie A, con tanto di gol proprio al suo Piacenza. Gol che decide il derby.

L’anno successivo c’è un ulteriore cambio di casacca, con l’approdo all’Atalanta. E con gli orobici arriva il primo titolo da capocannoniere, con 24 gol. Insomma, ormai Filippo Inzaghi è una realtà. Numeri che valgono la chiamata di un top club, ossia la Juventus, che per lui sborsa 20 miliardi. Con i bianconeri forma una coppia da sogno con Alex Del Piero. Una coppia che trascina la Vecchia Signora a tanti successi, come una Supercoppa e uno scudetto. Pippo per di più, a segno con la tripletta con il Bologna, mette la firma in calce sul tricolore. I due attaccanti permettono addirittura di cullare il sogno Champions League, interrotto solo in finale dal Real Madrid.

Dopo stagioni brillanti con la Juve, nel 2001 c’è il passaggio al Milan. 7o i miliardi investiti dai rossoneri. In quel di Milano i sogni internazionali diventano realtà, con due Champions, nel 2003, proprio in finale contro la Juve, e nel 2007, contro il Liverpool. In entrambe, nemmeno a dirlo, è uno dei grandi protagonisti: nella prima segna ben 12 reti, mentre nella seconda realizza la doppietta in finale. Il suo palmares con i meneghini si completa con due Supercoppe Europee, una Coppa del mondo per club, due scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane.

Christian Vieri, tutto su Bobo-gol

Nato anche lui nel 1973, inizia nelle giovanili del Prato. Torino, Pisa, Ravenna e Venezia le sue avventure successive. Avventure dove mostra il suo feeling con il gol. Nel 1995 c’è la chiamata dell’Atalanta, con 11 gol in 36 presenze. Numeri che gli valgono la chiamata della Juve, con cui vince uno scudetto, la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Europea. Unico neo la finale di Champions persa con il Borussia Dortmund. Nel 1997 viene acquistato dall’Atletico Madrid, dove in un anno segna 24 gol, diventando capocannoniere della Liga. 

Nell’estate del 1998, la Lazio investe 55 miliardi per riportarlo in Italia. Con i biancocelesti vince la Coppa delle Coppe, segnando nella finale con il Mallorca. L’anno dopo a puntare su di lui è l’Inter, pagandolo ben 90 miliardi. L’avventura in nerazzurro è la più lunga della sua carriera, con 103 gol in 143 partite. Le sue sono statistiche da grandissimo attaccante. In sei stagioni però c’è un solo un trofeo: la Coppa Italia 2004/2005. La sua carriera si chiude con un girovagare tra Milan, Monaco, Atalanta e Fiorentina, dove però non torna mai a esprimersi ad altissimi livelli.

Vieri e Inzaghi, i gemelli diversi della Nazionale

I due bomber si ritrovano, in più di un’occasione, in Nazionale. I due, oltre che compagni in azzurro, sono amici e compagni inseparabili anche fuori dal campo. Christian Vieri è stato il simbolo per molti anni, partecipando a due Mondiali: 1998 e 2002. Nel primo è stato capocannoniere del torneo, con ben 5 reti. 23 reti in 49 presenze non sono roba da poco. Dal canto suo invece Inzaghi, ha segnato di più, con 25 reti in 57 partite. A distinguere però è quanto successo in Germania. Pippo non viene un periodo d’oro, anzi è  martoriato dagli infortuni. Il finale di stagione super del 2006 convince però Marcello Lippi a inserirlo tra i convocati dei Mondiali tedeschi, dove anche l’attaccante metterà la sua firma sul trionfo azzurro, con il gol contro la Repubblica Ceca. Insomma, un alloro che fa la differenza.

Vieri e Inzaghi, chi è il più forte?

Giusto provare a rispondere alla domanda chi sia stato il più forte tra i due attaccanti. In primis va detto che senza alcun dubbio Superpippo ha vinto molto di più, ma Bobo ha avuto maggiore continuità, visti i problemi fisici dell’ex allenatore della Salernitana. L’ex attaccante del Milan ha però mantenuto per più tempo il suo istinto killer e la sua freddezza sotto porta. Questo è senza alcun dubbio dettato dal suo opportunismo e dalla sua capacità di sfruttare al massimo le disattenzioni delle difese avversarie. Insomma, senso della posizione e fiuto del gol. Forza fisica, velocità, tecnica e gioco aereo: questo ciò che ha sempre contraddistinto Vieri. Insomma, ancora una volta la frase è sempre la stessa: tanto diversi quanto uguali. Perfetti per convivere uno con l’altro, come fatto per tanto tempo in Nazionale.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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