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Nesta e Cannavaro, il faccia a faccia tra due autentici muri

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cannavaro nesta faccia a faccia

Per molti è un motivo di vanto, per altri forse una critica eccessiva. Perché, si sa, esser continuamente e costantemente etichettati come catenacciari e difensivisti può non fare nemmeno troppo piacere a molti, visto che comunque, qualche passo avanti, è stato fatto. Però è, allo stesso tempo, quasi inutile fare un giro di parole: l’Italia è patria di difensori. E questo non può non essere un merito, visti che, molte vittorie, si sono basate su ciò. E due che hanno confermato questa tradizione sono senza alcun dubbio Nesta e Cannavaro. Ed ecco che, il faccia a faccia tra i due, non può che essere una sorta di conseguenza logica.

Cannavaro, il capitano della storia

Inutile negare che, per tutti gli italiani, il buon Fabio è il capitano, colui che ha alzato nel cielo di Berlino la Coppa del Mondo nel 2006, dopo un Mondiale da protagonista assoluto. Basterebbe probabilmente solo quest’immagine per descrivere la sua carriera e il suo essere leader. Nato nel 1973 e cresciuto nelle giovanili del Napoli, l’esordio in Serie A arriva a soli 19 anni. E l’attenzione dei più grandi club è solo una naturale conseguenza. Nel 1995 c’è la chiamata del Parma. Ed è proprio in Emilia che Cannavaro ottiene la sua consacrazione, con due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa.

Nel 2002 c’è il passaggio all‘Inter, dove però lascia poche tracce. Il centrale napoletano ritrova se stesso alla Juventus, fornendo prestazioni di altissimo livello e diventando uno dei difensori più forti al mondo, come dimostrato dal Pallone d’Oro, vinto nel 2006. Pilastro dei bianconeri, e poi del Real Madrid, ma soprattutto della Nazionale, con cui detiene il record di partite con la fascia da capitano; ben 79. La sua carriera finisce nel 2011, dopo un’avventura all’Al Ahli, club di Dubai. Ora Fabio Cannavaro sta cercando di imporsi come allenatore, con alcune esperienza soprattutto in terra asiatica. Aspettando la grande chance.

Nesta, tra sfiga e qualità indiscusse

È il 1985 quando Alessandro Nesta muove i suoi primi passi nelle giovanili della Lazio. L’inserimento in prima squadra arriva nel 1993, con Zoff  in panchina. L’esordio in Serie A è da appena maggiorenne, nel marzo del 1994. Insomma, un predestinato, che diventa subito pilastro della sua squadra del cuore. Biancocelesti con cui vince, da capitano, una Coppa Italia, un campionato, una Supercoppa Italiana, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Un palmares davvero invidiabile. La crisi societaria dei capitolini però incombe, e Nesta è uno dei sacrificati, con la cessione al Milan.

Siamo nel 2002 e il passaggio ai rossoneri segna la sua consacrazione. Una consacrazione rappresentata soprattutto dalla vittoria di due Champions League. Toccato l’apice, per lui c’è stata l’importante esperienza negli Stati Uniti, utile per scoprire nuovi mondi e per mettersi gioco. La sua carriera, finita nel 2014, però è caratterizzata anche da moltissimi infortuni, sia con i club che con la Nazionale. Il suo rapporto con la maglia azzurra è tutto un odio e amore. 78 presenze, con tre Europei e tre Mondiali, ma molte partite vissute da spettatore. Impossibile infatti non pensare ai Mondiali del 2006, dove un infortunio lo mette ko dopo solo due partite. Qualità indiscusse, ma anche tanta iella.

Nesta e Cannavaro, chi è il più forte?

E ora la domanda può essere solo e soltanto una: chi è il più forte tra Nesta e Cannavaro? In realtà quest’ultimo, in un’intervista, rilasciata a Sky Sport, ha ammesso la superiorità del suo collega di reparto. Il romano probabilmente aveva qualcosa in più dal punto di vista tecnico e della velocità. Il napoletano era però un vero e proprio mostro nella marcatura a uomo, tanto da demolire e annientare qualsiasi tipo di avversario, anche dal punto di vista mentale e psicologico. Insomma, i due hanno sempre rappresentato la coppia perfetta, in quanto in grado di interagire e di completarsi alla perfezione.

Nesta, che ha senza alcun dubbio pagato a caro prezzo i numerosi problemi fisici, ha, quantomeno al momento, un miglior background da allenatore, avendo portato Frosinone e Perugia ai play off di Serie B, sfiorando la promozione. La chance in Serie A per lui pare essere dietro l’angolo, anche se a oggi è impegnato nel provare a coltivare sogni con la Reggiana, oggi a metà classifica e addirittura in orbita play off.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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