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La Opinión

Milan, è il momento del Pioli out? Viaggio dentro la crisi dei rossoneri

Scricchiola la posizione di Stefano Pioli: è arrivato veramente il momento dell’esonero?

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Il Milan di Pioli ha perso malissimo il derby

Momento complicatissimo in casa Milan dopo la brutta sconfitta rimediata ieri sera contro l’Udinese a San Siro. Un solo punto conquistato nelle ultime 4 partite tra campionato e Champions League e una distanza dalla vetta che oggi ammonta a 6 punti quando siamo solo agli inizi di novembre. A prescindere dai dati statistici, che aiutano comunque spesso a fotografare il momento di una squadra, a preoccupare i tifosi e tutto l’ambiente Milan è l’aridità del gioco rossonero e la sensazione netta che qualcosa si sia rotto tra il tecnico e il gruppo squadra. Pioli e il Milan sembrano arrivati veramente a fine ciclo dopo quasi cinque anni vissuti a mille all’ora con il ritorno in Champions League, la vittoria dello scudetto e la semifinale di Champions League della scorsa stagione (nella quale peraltro i primi scricchiolii si erano avvertiti in campionato). Ma un cambio in panchina a stagione in corso è proprio quello che servirebbe?

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Giusto esonerare Pioli?

Premesso quanto sopra detto, ci risulta difficile pensare che un esonero ai primi di novembre sia la scelta più giusta. Il Milan in campionato viaggia al momento esattamente dentro i parametri imposti dalla società, ovvero quello della conferma della qualificazione in Champions League (i rossoneri sono attualmente terzi). 

Da aggiungere c’è anche il fatto che quella contro l’Udinese è la vera prima partita sottotono del Diavolo anche se alcune avvisaglie c’erano state anche nel derby in alcune partite della scorsa stagione (terrificante il gennaio 2023). Da recuperare il rapporto con il gruppo: Leao, Theo Hernandez e lo stesso Mike Maignan sembrano molto sotto asticella rispetto al rendimento delle ultime stagioni.

Tuttavia il panorama attuale non presenta secondo noi tecnici che farebbero fare un sicuro upgrade al Diavolo. Conte non entra in corsa e l’ipotesi Abate traghettatore con Ibra a supporto ci lascia assolutamente interdetti. Nonostante il clima ostile, con gran parte della tifoseria che sembra aver perso definitivamente la pazienza, la società fa bene a non sperperare un mercato da 130 milioni di euro orchestrato anche con l’ausilio del tecnico emiliano. Molto passerà dalle prossime due partite contro PSG e Lecce. Un’uscita prematura dalla Champions League potrebbe spingere Cardinale a votare per la svolta ma ci sembra corretto trarre i bilanci definitivi a fine stagione quando, con un solo anno di contratto rimanente, Pioli e il Milan potrebbero salutarsi di comune accordo. Tempi cupi dunque, ma Pioli ha già dimostrato di saper uscire dal momento difficile. D’altronde nel calcio la riconoscenza non esiste e la singola partita è quella che fa trarre i giudizi più disparati e spesso affrettati. 

Equilibrio resta la parola chiave: il Milan vuole risorgere col suo ormai storico condottiero. Le prossime settimane ci diranno sicuramente di più. Il futuro è ancora tutto da scrivere.

Giornalista pubblicista. Su Sportcafe24.com mi occupo della rubrica Transfermarkt e degli approfondimenti sulla Serie A.

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