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La Opinión

Rumore e silenzio: la dirigenza dell’Inter, la panchina del Verona e i gol di Pavoletti

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Pavoletti. Fonte Foto: Centotrentuno

Ci sono silenzi che fanno rumore e gol che invece di rumore ne fanno troppo. Che sia un rumore bello, come quello dei tifosi del Cagliari al gol del 4 a 3 di Pavoletti (si partiva da un parziale di 0 a 3).  O che sia un rumore polemico, di furia e polemica, come quello della panchina dell’Hellas Verona dopo il gol al 97esimo di Cambiaso. Poi c’è un altro tipo di silenzio, un silenzio capace di parlare, come quello scelto dalla dirigenza dell’Inter nei confronti di Romelu Lukaku, il grande atteso della sfida tra Inter e Roma. Li analizziamo tutti nell’editoriale, rumoroso, di oggi.

Le proteste della panchina del Verona

È il 97esimo della sfida tra Juventus ed Hellas Verona. Cambiaso porta in vantaggio la squadra di casa in quella che praticamente è l’ultima azione della partita. Esplode la gioia dei tifosi bianconeri, forse anche in maniera esagerata. Alcuni, in tribuna, iniziano ad insultare e a prendersela con la panchina degli Scaligeri, che non resta senza dire niente. Tra i più furiosi ci sono Simone Perilli, terzo portiere, insieme a Riccardo Saponara e al capitano Davide Faraoni. Volano parole grosse, insulti, tanto che alcuni steward sono costretti a posizionarsi tra i calciatori e i tifosi di casa. Il tutto viene immortalato in un video che in pochi istanti fa il giro dei social e diventa virale. Alla fine nessuna conseguenza. Solo un rumore che avremmo fatto a meno di sentire.

Cambiaso festeggia il gol vittoria. Fonte Foto: Tuttosport

Cambiaso festeggia il gol vittoria. Fonte Foto: Tuttosport

L’accoglienza di San Siro a Lukaku

Se i tifosi dell’Inter avevano scelto la strada più rumorosa, quella dei fischietti, la dirigenza nerazzurra ha optato per un’altra strategia: quella del silenzio. Nessun tesserato infatti avrebbe parlato alla stampa nell’immediato pre partita di Inter Roma, sfida poi terminata con la vittoria dei padroni di casa grazie al gol di Thuram. Nessuna parola, nessun commento, neanche nessuna condanna agli striscioni apparsi in città (“Infame schifoso! Milano ti aspetta”) e nessun riferimento ai comunicati che incitavano all’odio nei confronti di un ex calciatore. Un silenzio che è passato in secondo piano, ovviamente, dopo la prestazione scialba dei giallorossi e del belga, ma che merita di essere evidenziato e approfondito. Parlare avrebbe aiutato a smorzare gli animi, a risolvere, a unire. Ma evidentemente nel calcio non siamo proprio capaci a farlo.

Lo striscione contro Lukaku esposto a Milano. Fonte Foto: calcionapoli24.it

Lo striscione contro Lukaku esposto a Milano. Fonte Foto: calcionapoli24.it

La rimonta del Cagliari, firmata da Pavoletti

Finiamo con una bella storia, con un po’ di emozioni positive. Quelle regalate dalle montagne russe. O meglio, montagne sarde. Con un finale da cardiopalma che neanche il migliore degli sceneggiatori avrebbe mai osato immaginare. Perché dopo 60 minuti di gioco il parziale tra Cagliari e Frosinone è di quelli pesanti: 0 a 3 per i ciociari. Un Cagliari condannato, un risultato pesantissimo. Partita persa, stagione forse chiusa. Ma se c’è una cosa che ormai abbiamo imparato in anni di partite, di stagioni, di incontri è il calcio è veramente uno sport meraviglioso. Capace di regalare rimonte che iniziano con un 1 a 3 e finiscono con 4 a 3, passando per 2 gol in pieno recupero. Il tutto, o quasi, confezionato da un bomber di razza come Pavoletti, che aveva iniziato la partita in panchina. “Abbiamo fatto tanti errori, ma alla fine il nostro cuore è venuto fuori – ha spiegato il bomber della promozione – la gara è stata divertente”. Per tutti, forse un po’ meno per i tifosi del Frosinone.

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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