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La Opinión

Il Milan ha carattere, l’Inter poche alternative. E la Juve…

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Panchina Milan, uno spagnolo pronto a raccogliere l'eredità di Pioli

Milan, con questo carattere si va lontano

La seconda sosta per le Nazionali di questa stagione di Serie A, permette di valutare le risposte che ci sta dando il campo. Senza ovviamente dimenticarsi che siamo solo all’ottava giornata. E, se si parla di risposte, non si può non pensare al Milan. Al di là delle polemiche sul gol di Pulisic (come spiegato un po’ ovunque, anche dallo stesso Rocchi a Open Var, in onda su Dazn, non esiste un’immagine chiara e che non lascia dubbi), i rossoneri hanno strappato tre punti su un campo difficile, contro una squadra organizzata, ben allenata e anche con buone individualità. A colpire però della squadra di Pioli è soprattutto il carattere.

Pioli è il condottiero di questo Milan primo in Serie A

Pioli è il condottiero di questo Milan primo in Serie A

Carattere che ha permesso di archiviare il cappotto nel derby con grande velocità e intelligenza, di portare a casa match complicati come quello di sabato e che ha permesso di essere, a oggi, primi in classifica. Perché è vero, è senza alcun dubbio ancora presto, ma Giroud (vicino al rinnovo) e compagni hanno portato a casa sette partite su otto. Non certo una cosa da poco. E non è casuale la citazione del francese, vero leader e vero emblema. E riscopertosi anche portiere.

L’Inter e il problema alternative

Passando dall’altra parte di Milano, il pareggio di Bologna ha lasciato non poco amaro in bocca in casa Inter. Il pensiero va a come è andata la sfida, al doppio vantaggio buttato via e soprattutto a una sensazione che, in questo primo scorcio di stagione, in molti potrebbero già aver avuto. Fin troppo chiaro il riferimento alle alternative a livello offensivo. I nerazzurri sembrano un po’ troppo Lautaro dipendenti e, quando l’argentino non la risolve, pare non esserci nessuno in grado di caricarsi la squadra sulle spalle dal punto di vista offensivo.

L'Inter è troppo Lautaro-dipendente?

L’Inter è troppo Lautaro-dipendente?

Un qualcosa che, sabato pomeriggio, è stato messo ancor più in evidenza dall’assenza di Arnautovic. Certo, molto è cambiato da quando Inzaghi poteva avere a disposizione Lukaku e Dzeko… Inutile però pensare al passato. Certo, sa quasi di beffa il sorpasso del Milan dopo il dominio nel derby. Ma la strada è ancora lunga e Barella e compagni, al di là di piccolo inciampi, hanno dato una sensazione di forza di non poco conto. Folle buttare tutto via e non ripartire da ciò.

Juventus, ora il grande test

Per quanto sia stata un po’ altalenante in queste prime giornate, dietro le due milanesi c’è la Juve. In modo sornione e con il minimo sforzo, i bianconeri hanno vinto il derby. Lecito chiedersi quale sia la vera Juventus: se quella spumeggiante, aggressiva e affamata vista contro la Lazio o quella opaca e attendista vista in altre occasioni, anche nel primo tempo con il Torino. Serve un grande test. E il grande test arriverà dopo la sosta, quando gli uomini di Allegri andranno a far visita al Milan capolista. E qualche risposta potrebbe davvero esserci.

Che Juve sarà quest'anno?

Che Juve sarà quest’anno?

Conclusioni finali? La sensazione è che questo sarà un campionato molto equilibrato, dove tutti possono perdere punti con chiunque e con una situazione che potrebbe dunque ribaltarsi di settimana in settimana. Insomma, nessuno reciterà il ruolo di dominatore come fatto lo scorso anno dal Napoli (pesante il ko casalingo con una Fiorentina che diventa sempre più una certezza). Non resta dunque che godersi lo spettacolo.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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