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Inter, Inzaghi timoniere di una squadra perfetta

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Simone Inzaghi ha messo su una grande Inter

L’Inter di Simone Inzaghi sta proseguendo nel solco tracciato nella seconda parte della scorsa stagione. I numeri certificano una crescita costante della squadra. C’è un dato che deve far riflettere. Dal 15 aprile, giorno della sconfitta interna con il Monza, i nerazzurri in campionato hanno messo assieme 11 vittorie e una sconfitta con 36 gol segnati e 9 subiti. Unico neo di questa marcia, il ko con il Napoli al San Paolo del 21 maggio. Il tecnico, a lungo sulla graticola la scorsa stagione, dopo la finale di Champions raggiunta ha di fatto ripreso in mano la squadra. La partenza sprint in campionato e i 5 gol rifilati al Milan nel derby testimoniano come molto sia cambiato da quel 15 aprile.

La svolta di Inzaghi

L’Inter che ha battuto il Milan presentava un solo nuovo acquisto in campo rispetto alla stagione passata, ovvero Thuram al posto di Lukaku (o Dzeko). Gli altri nuovi acquisti erano tutti seduti in panca. Inzaghi li sta inserendo gradualmente in un sistema di gioco che è ormai collaudato. Calhanoglu ormai si è calato perfettamente nel ruolo di trequartista, Dumfries sembra un altro rispetto al giocatore visto nella scorsa stagione, ma è tutta la squadra ad aver acquisito maggior consapevolezza.
Ciò che sorprende di più, rispetto allo scorso anno è però, la maggior cattiveria sotto porta. Tutti pensavano che con Thuram e Arnautovic al posto di Lukaku e Dzeko l’Inter perdesse tantissimo in fase realizzativa. Thuram, invece, finora è stato devastante. Il francese arrivato con l’etichetta di giocatore bravo, ma che segnava poco, sta facendo ricredere tutti i propri detrattori. Schierato al fianco di Lautaro Martinez, il francese ha già collezionato 2 gol e due assist in quattro match, facendo dimenticare in fretta chi lo ha preceduto.

Le potenzialità della squadra

Ciò che sorprende dell‘Inter attuale sono le sue potenzialità. Frattesi, in gol con il Milan, è sempre entrato dalla panchina, esattamente come Carlos Augusto. Pavard deve ancora debuttare. Il caso più eclatante è il dualismo tra Mkhitaryan e Frattesi. L’armeno ha messo a segno due reti per poi servire l’assist proprio a Frattesi entrato però al posto di Barella. Ciò significa che i nerazzurri hanno ancora importanti margini di miglioramento nel momento in cui tutti saranno perfettamente integrati nel meccanismo.
Sarà interessante capire soprattutto come Inzaghi gestirà le forze ora che arriva la Champions. Quello sarà il vero banco di prova per i nerazzurri. Se Inzaghi riuscirà a gestire gli inevitabili cali dovuti al doppio impegno, allora l’Inter quest’anno si candida ad essere la candidata numero uno per lo scudetto.

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