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Juventus, può bastare la seconda “minestra riscaldata” per ripartire?

In queste ore tutti i media stanno rilanciando la notizia del secondo matrimonio tra Antonio Conte e la Juventus. Il tecnico del Tottenham è in scadenza di contratto e i noti problemi dei bianconeri rischiano di portare al secondo “balzo all’indietro”. Ma veramente esonerare Allegri (che percepisce nove milioni l’anno) per riprendere il tecnico che lo ha preceduto e che pretenderà almeno la stessa cifra e acquisti costosi è la soluzione ai mali bianconeri? Tanto più che parliamo di un allenatore i cui risultati in Champions sono nettamente peggiori di quelli di Allegri. Basta vedere i fallimenti generati con Juve e Inter e le difficoltà che sta avendo con il Tottenham in un girone che sembra veramente quello “dell’amicizia” visto il bassissimo livello tecnico.
La verità è che il primo a essere sotto esame in questa Juventus non è Allegri, ma colui che lo ha assunto. Elkann, infatti, sta valutando un repulisti totale che vedrà Agnelli come prima testa a cadere. Oltre agli scarsi risultati sportivi, pesa sul presidente del club, l’ennesimo scandalo in cui ha coinvolto il club.
Per questo motivo il ritorno di Conte non è così scontato. Elkann sta pensando ad una vera e propria rivoluzione, a partire proprio dai vertici societari.
Agnelli via dalla Juventus: 90%
L’inchiesta Prisma, più che il fallimento in Champions, sembra essere il requiem di Andrea Agnelli. Nel 2023 la Juventus festeggerà i 100 anni di proprietà degli Agnelli e farlo con un altro scandalo non gioverebbe all’immagine della famiglia. Per questo sembra sempre più probabile che Elkann decida per un repulisti totale dei vertici, a partire dal cugino, la cui gestione negli ultimi anni è stata totalmente fallimentare. Urge ricostruire la Juventus a partire dai vertici e, per questo, si sta pensando ad un nuovo presidente che rimetta insieme i cocci e sia in grado di far ripartire la società.
Cherubini via dalla Juventus: 90%
La Juventus cerca anche un nuovo Direttore Sportivo. Cherubini viene considerato un altro errore di valutazione di Agnelli che lo ha investito di un ruolo fondamentale, pur in assenza di requisiti ed esperienza. Per questo motivo il suo addio alla Juventus il prossimo anno sembra certo. C’è anche la possibilità che Cherubini rimanga, magari con un ruolo minore, nell’organigramma, ma non sarà il Ds della Juventus 2023-2024. In quel ruolo il sogno è quello di Giuntoli, artefice del capolavoro Napoli, ma quello del Ds partenopeo non è l’unico nome sul tavolo della proprietà.
Dionisi alla Juventus: 45%
La nuova svolta bianconera potrebbe portare ad Alessio Dionisi come nuovo allenatore della Juventus 2023/2024. Tre i punti a favore del tecnico del Sassuolo. Il primo è che si tratta di un allenatore giovane e di carattere e in rampa di lancia. Storicamente la Juventus è con questo genere di allenatori che ha dato il meglio, vedasi i casi di Trapattoni, Lippi e anche Conte. In secondo luogo, Dionisi gioca un calcio propositivo e di stampo europeo, esattamente quel tipo di calcio che la società vuole impostare. Infine, è un allenatore bravo a far crescere i giovani e a lanciarli, cosa di cui la Juventus ha bisogno in questo momento storico. Per questo è lui il preferito dalla proprietà (non da Agnelli) per aprire un nuovo ciclo.
Gasperini alla Juventus: 40%
Riportare a casa Gasperini è la seconda idea della proprietà. Come Dionisi, Gasp si è fatto apprezzare per scelte coraggiose e la capacità di proporre un calcio offensivo, reinventandosi di volta in volta. Il tecnico conosce bene l’ambiente e sarebbe in grado di valorizzare giocatori come Fagioli, Miretti e Soulè. Ciò che frena il suo ritorno è il suo carattere che spesso lo ha messo in contrasto con big, vedi i casi Gomez, Ilicic o Malinovskyi. Per questo al momento la sua candidatura risulta meno forte rispetto a quella di Dionisi.
Conte alla Juventus: 15%
La Juventus si avvia al Conte bis? Al momento questa è un’ipotesi remota. I bianconeri hanno sotto contratto Allegri che percepisce 9 milioni di euro. Esonerare il tecnico livornese per riprendere Conte sarebbe un’operazione ancora più onerosa. Tra contratto e giocatori big che verrebbero richiesti, si tratterebbe di un salasso enorme per le casse bianconere, già provate dai recenti fallimenti sportivi e da cospicui investimenti. Inoltre, c’è da tenere conto che Conte difficilmente valorizzerebbe i giovani che, invece, devono essere la risorsa futura del club per provare ad abbassare i costi. Insomma: quella del ritorno del tecnico al momento sembra una possibilità remota a meno che Exor non decida di investire ancora una volta pesantemente, a dispetto dei conti sempre più in rosso.

Davide Luciani








