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Juve, ora è Elkann che deve fare chiarezza
John Elkann meno di una settimana fa affermava di credere nello scudetto della Juventus. Ora, dopo le sconfitte con Benfica e Monza probabilmente sta ripensando a quelle dichiarazioni. La Juve sta implodendo su se stessa e, anche se Allegri è il colpevole più in vista, non è l’unico. Sono in molti ad accusare Andrea Agnelli di aver totalmente perso la bussola negli ultimi quattro anni, effettuando scelte azzardate e che hanno finito per portare il club al punto in cui è. La stessa scelta di concedere più poteri a Nedved, non giudicato all’altezza di una simile carica, è considerato un clamoroso autogol. Elkann deve quindi fare delle scelte importanti anche a livello societario perchè è evidente come quella attuale abbia perso la bussola.
Nedved via dalla Juventus: 80%
Al di là dei video apparsi in rete e in cui Nedved non ha certo fatto una bella figura, da tempo si sta pensando di far decadere il vicepresidente della Juventus. Quello che gli viene imputato maggiormente è il fatto di non avere le capacità di gestione necessarie in un grande club. C’è chi fa notare che il confronto impietoso con Maldini, dirigente serio sia a livello di stile che di competenze. Di Nedved si ricordano solo dichiarazioni fuori luogo e gli scontri con Allegri. Gli stessi giocatori non gli attribuiscono alcuna importanza a livello di carisma. Alla Juventus serve una figura diversa, che sia riconosciuta sia a livello di spogliatoio che istituzionale.
Cherubini via dalla Juventus: 80%
Federico Cherubini non è ritenuto un Ds all’altezza, ma più un mero esecutore. Non spicca per carisma e decisionismo, nè ha un bagaglio di conoscenze calcistico elevato. Il confronto con Direttori Sportivi come Giuntoli o Massara è impietoso. L’impressione è che sia stato catapultato in una realtà troppo grande per lui. Non si ricordano sue memorabili azioni di mercato, nè scommesse vinte. Sempre troppo timido e impacciato nelle dichiarazioni e senza il carisma necessario per assumersi delle responsabilità. Potrebbe essere uno dei primi a saltare.
Albanese via dalla Juventus: 55%
Una delle principali accuse che vengono mosse alla Juventus è quella di avere un difetto di comunicazione. Da tempo, infatti, la società si è allontanata dai tifosi con alcune scelte poco felici , soprattutto a livello di dialogo. Claudio Albanese, attuale Chief Corporate Affairs & External Communications Officer, è uno degli imputati principali di questo problema. Si tratta di una figura poco conosciuta, ma che ha grandi responsabilità nel cambio di indirizzo preso dalla società e che risulta poco gradita ai tifosi. Per questo è uno di quei dirigenti che potrerbbe presto essere messo da parte.
Agnelli via dalla Juventus: 50%
Andrea Agnelli è stato autore della rinascita bianconera, ma negli ultimi anni ha sbagliato tutte le scelte, sia a livello dirigenziale che tecnico. Per questo motivo, al di là del legame di parentela che lo lega a John Elkann e alla riconoscenza che gli deve essere data per quanto fatto, il suo avvicendamento non è improbabile. Elkann non ha apprezzato alcune sue battaglie, prima tra tutte quelle della Superlega che ha creato non pochi problemi a livello societario. In estate già si parlava di una possibile nuova guida alla presidenza bianconera, ma, alla fine, si decise di dare ancora fiducia a quella attuale. Ora, di fronte allo sfascio a cui si rischia di andare incontro, Agnelli potrebbe veramente passare la mano.
Arrivabene via dalla Juventus: 40%
Maurizio Arrivabene è in carica dal 30 giugno 2021 quando gli fu conferito l’incarico di Amministratore Delegato. In questo periodo ha fatto alcune cose buone, ma anche commesso parecchi errori. Tra le pecche maggiori c’è la gestione del caso Dybala, ma anche alcune dichiarazioni fuori luogo. Per i tifosi rimane il classico burocrate, in cui non si riconoscono. Molti tifosi ricordano il suo dna da “perdente” con la Ferrari. Insomma: è una figura mal sopportata e poco affine ai supporters bianconeri. Tuttavia, Elkann gli riconosce capacità di far quadrare i conti e scelte importati, prima tra tutti l’aver trovato accordi che sembravano impossibili per “pesi morti” come Arthur e Ramsey. Per questo potrebbe rimanere al suo posto in un’eventuale rivoluzione.

Davide Luciani








