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La Opinión

Disastro in Serie A, VAR imbarazzante come la Juventus di Max Allegri

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Veleni e polemiche in queste prime giornate di Serie A, che hanno raggiunto l’apice (per ora) con la sesta giornata di campionato. Quello a cui abbiamo assistito nella domenica di campionato mette davvero in discussione il corretto svolgimento dell’intero torneo. Errori su errori, gravi, e senza nessuna ammissione di colpevolezza, che è forse ciò che più lascia interdetti e arrabbiati tifosi e società.

VARgogna, spopola l’hashtag dopo gli errori in Serie A

In copertina c’è, ovviamente, quanto accaduto all’Allianz Stadium tra Juventus e Salernitana, episodio su cui torneremo. Già, perché la giornata si è aperta con le proteste di LecceMonza, con dure rigori (uno abbastanza netto, ndr) negato ai salentini e un altro ai brianzoli, ma anche della Fiorentina che – per bocca del d.s. Daniele Pradè – si è detta “incazzata” per un fallo non fischiato ai danni di Martinez Quarta, che poi ha portato al vantaggio del Bologna. Anche il Verona ha da recriminare per un fallo da rigore abbastanza netto ai danni di Kallon passato sotto traccia (a proposito, vorremmo sentir parlare di scandalo anche in questo caso, caro Maurizio Sarri).

Juventus-Salernitana, una gara macchiata dagli errori del VAR

E veniamo poi al fattaccio di giornata, quello già definito – a detta di molti – il più grosso errore da quando è stato istituito il VAR: la rete annullata a Milik in Juventus-Salernitana. Della dinamica dell’episodio ne hanno parlato tutti, Bonucci non interferisce la visuale a Sepe e già quello sarebbe bastato per rendere la marcatura regolare. Il vero scandalo è aver ignorato – volutamente o meno – la posizione di Candreva vicino la bandierina del calcio d’angolo che (probabilmente) tiene in gioco il difensore bianconero.

Ed è qui il vero problema: a distanza di più di 12 ore ancora non c’è nessuna presa di posizione ufficiale dell’AIA. Non sappiamo se il VAR ha valutato la posizione di Candreva o sia sfuggita all’attenzione di Banti al monitor. Motivo per cui non sarà possibile chiedere la ripetizione della partita e – anche per giudicare l’operato degli arbitri – è diventato fondamentale poter ascoltare le comunicazioni tra arbitro di campo e VAR. In un calcio volto al futuro e alla trasparenza ciò non è più rimandabile. Rocchi e l’intera AIA se ne facciano una ragione e ridiano credibilità alla categoria degli arbitri e a tutto il calcio italiano.

Il VAR non nasconda i problemi della Juventus

Chiusa la parentesi legata ai disastri arbitrali, ne va aperta un’altra, altrettanto importante, sulle difficoltà ormai ataviche della Juventus nel produrre calcio. Va bene le assenze (pesanti) di campioni come Di Maria, Pogba e Chiesa, ma una squadra importante come quella bianconera non può sistematicamente soffrire a prescindere dall’avversario affrontato. Eccetto la gara d’esordio contro il Sassuolo in campionato e con la Roma tra le mura amiche (tra l’altro pareggiata), non si ricordano partite in cui la Juventus abbia dominato l’avversario.

Passi il super PSG dei fenomeni Messi, Neymar e Mbappè, ma vedere una Salernitana padrona del campo per gran parte del match disputato allo Stadium deve aver reso più neri che bianchi i cuori dei tifosi juventini. Inammissibile essere messi sotto anche dalla più che modesta Sampdoria di quest’anno. La sensazione è che Allegri si affidi sempre e solo alla giocate dei singoli, troppo poco per un tecnico che guadagna ben 7 milioni. Se la Juventus vuole effettuare uno switch in questa stagione, il primo a dover effettuare il passo decisivo deve essere proprio l’allenatore toscano.

Gioco inesistente e dichiarazioni sconcertanti: Allegri sul banco degli imputati

E non ce ne voglia il buon Max, ma anche le dichiarazioni lasciano parecchio perplessi. “Oggi mi interessava capire come avrebbe reagito la squadra allo svantaggio, visto che non eravamo mai andati sotto“: queste le parole rilasciate a DAZN al termine del match con la Salernitana, che gettano ancor più sconcerto sul momento bianconero. Anche perché non meno di tre giorni prima la Juventus si era ritrovata in svantaggio di due reti contro il PSG.

A tutto ciò vanno aggiunti anche alcuni commenti nei vari salotti TV che lasciano basiti: complimenti per la reazione (noi diremmo più per la disperazione), scuse per gli assenti e alibi dovuti agli episodi (quello del VAR gravissimo, ndr) che di certo non aiutano. Anche la critica deve fare la sua parte per rivedere la Juventus ai livelli che merita. E per farlo anche gli ex calciatori allenati da Max Allegri devono avere il coraggio di mettere a nudo le difficoltà del gioco bianconero, anziché nasconderle sotto il tappeto della riconoscenza e della soggezione.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Pasquale Giacometti

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