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Inter: Marotta conferma Inzaghi, ma il tecnico rischia

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Inter: Inzaghi si è ripreso la squadra

Simone Inzaghi sarà il tecnico dell’Inter anche nella stagione 2022/2023? La domanda è lecita perchè, nonostante le smentite della dirigenza, c’è più di un mugugno in casa nerazzurra. Al di là dell’errore di Radu, contro il Bologna non è piaciuto l’atteggiamento della squadra nel secondo tempo. Non è la prima volta che l’Inter si dimostra squadra a due facce. In questo contesto, più dei risultati, conterà molto l’atteggiamento che la squadra avrà da qui alla fine della stagione. Inzaghi in cinque gare si gioca il futuro.

Inzaghi rimane all’Inter 55%

La Juventus ha dimostrato negli ultimi due anni che vincere trofei non basta per essere confermati in panchina. L’Inter potrebbe seguire l’esempio dei bianconeri. Inzaghi la scorsa estate firmò un contratto biennale. A dicembre, con l’Inter che giocava e divertiva, si era parlato di un prolungamento dell’accordo. La crisi arrivata tra febbraio e marzo ha stoppato ogni discorso. Dopo la fortunosa vittoria con la Juventus, l’Inter sembrava in ripresa, ma l’ultimo crollo contro il Bologna ha sprofondato nuovamente i nerazzurri nei propri incubi. In molti si domandano se Inzaghi sia realmente l’uomo giusto per guidare la squadra.

Al tecnico emiliano viene rimproverato di aver avuto il braccino in troppe circostanze, trasmettendo paure e incertezze alla squadra. La gestione di quest’ultimo sarà determinante per il futuro del tecnico. La dirigenza crede ancora di riuscire a vincere scudetto e coppa Italia, ma, soprattutto, chiede di vedere una squadra che combatta per novanta minuti. Se ciò non avvenisse, al di là delle smentite di facciata, il rapporto con Inzaghi giungerebbe al capolinea.

Emery all’Inter: 40%

In caso di addio di Inzaghi è probabile che si punti su un’altra figura, totalmente diversa dall’attuale allenatore, anche tatticamente. Si cercherà un tecnico di carattere, che proponga un calcio propositivo e che sia in grado di gestire uno spogliatoio turbolento come quello nerazzurro. Da questo punto di vista il preferito sembra essere Unai Emery. Non è la prima volta che il tecnico spagnolo viene accostato ad una squadra italiana, ma questa volta potrebbe essere quella buona. Emery ha un contratto fino al 2023 con il Villareal, quindi bisognerà negoziare con il Sottomarino Giallo per liberarlo, ma piace molto. Marotta lo stima perchè è un allenatore in grado di valorizzare la rosa e far giocare bene la squadra. Vero che le due esperienze con le big Psg e Arsenal non sono andate benissimo, ma in entrambi i casi ha trovato società non all’altezza che non sono stati capaci di difenderne l’operato. All’Inter sono convinti che sarebbe diverso. Per questo rimane il preferito.

Rudi Garcia all’Inter: 30%

In seconda battuta c’è un altro nome straniero che circola con insistenza ed è quello di Rudi Garcia. L’ex allenatore di Roma, Lione e Marsiglia piace per la sua gestione dello spogliatoio e per il suo stile di gioco. Il francese  tornerebbe più che volentieri ad allenare in Italia. A chi gli imputa di aver vinto poco, lui risponde che non ha mai avuto una squadra all’altezza, ma con Roma, Marsiglia e Lione ha fatto il massimo, valorizzando tantissimi giocatori e in situazioni ambientali non semplici. Proprio per questo è considerato un profilo adatto a gestire l’Inter.

Dionisi o Italiano all’Inter: 15% a testa

In Italia sono due i profili che piacciono: Dionisi e Italiano. Si tratta di due nomi che sono entrambi legati ad altri club e, quindi difficili da strappare alla concorrenza. In realtà, Italiano presenta una clausola da 10 milioni per liberarsi dalla Fiorentina, ma è difficile pensare che l’Inter paghi una simile cifra per un allenatore. Potrebbe però raggiungere un accordo, magari inserendo delle contropartite. Entrambi questi profili presentano pregi e difetti. I pregi sono quelli di proporre un calcio innovativo e saper valorizzare l’intera rosa a disposizione. Il difetto è quello di avere scarsa attitudine ad allenare ad alti livelli. La dirigenza preferirebbe un allenatore con un curriculum internazionale, per non ripetere i cali mostrati con Inzaghi. Tuttavia, non esclude un profilo giovane. Per questo le due candidature rimango in piedi.

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Davide Luciani 

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