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Il fallimento di Allegri e del concetto di ‘corto muso’: il futuro alla Juve è in bilico?

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Un’eliminazione che fa male, pesante anche perché inaspettata oltre che inaccettabile quella della Juventus contro il Villarreal in Champions League. Il cammino dei bianconeri per il terzo anno consecutivo si ferma agli ottavi di finale, mentre quattro anni fa il capolinea arrivò ai quarti di finale. Ma il vero rammarico è rappresentato dalle avversarie che hanno puntualmente avuto la meglio della Juventus. In ordine: Ajax, Lione, Porto e Villarreal, tutte formazioni nettamente inferiori a quella bianconera per blasone, valore di rosa e monte ingaggi. E così come ogni anno sul banco degli imputati finisce l’allenatore.

Il fallimento di Allegri e della filosofia del ‘corto muso’

Il fallimento di Max Allegri è evidente, la sua filosofia di calcio può premiare in Italia, dove il livello si è drasticamente abbassato con l’avvento del Covid, ma in Europa ancora una volta il suo gioco non ha reso. E qual è la filosofia di gioco di Allegri? In molti l’hanno accomunata a quella del “corto muso”, frase diventata celebre dopo uno Spal-Juventus del 2018 (quando la Vecchia Signora era in lotta per lo scudetto con il Napoli, ndr) quando vinse una delle tante partite in maniera stentata e senza brillare. E allora il tecnico livornese, grande appassionato di Ippica, tirò fuori sillogismo spiegando come giocar bene non conti nel calcio, bensì l’unica cosa che contino siano i risultati e le vittorie. Tutto giusto, peccato che questo modo di fare funzioni quando si ha una squadra nettamente superiore alle avversarie, non quando il livello è equilibrato. In questi casi a fare la differenza sono le idee, l’identità e gli episodi.

Di idee e di identità, va detto, la Juventus di Allegri soprattutto quest’anno ne ha avute davvero poche. Dunque la sua intenzione (confermata nel post partita della gara con il Villarreal) è stata quella di andare alla ricerca dell’episodio vincente. Ma anche gli episodi vanno inseguiti. Come? Dominando il gioco e l’avversario, avendo possesso palla, creando occasioni. Ricerche in cui la Juventus fatica maledettamente, così come dimostrano le stentate vittorie anche in campionato con Spezia ed Empoli, per restare sulle gare recenti. Ecco perché il fallimento della Juventus è in realtà il fallimento di Allegri e del concetto di “corto muso”. Il calcio si è evoluto e anche Max deve adeguarsi ai tempi. Pensare di gestire le partite grazie alla superiorità dei calciatori a sua disposizione non giustificherebbe lo stipendio da 9 milioni annui che percepisce.

Il futuro alla Juventus è in bilico?

Sia chiaro, se la Juventus ha scomesso su di lui è perché evidentemente la sua idea di calcio è quella che la società, con Andrea Agnelli in testa, gradisce. Allegri ha altri 3 anni di contratto e pensare a una separazione anticipata sarebbe ben più che clamoroso, anche se i risultati (con una rosa più completa) sono inferiori a quelli raccolti dai predecessori Sarri e Pirlo, che a questo punto riqualificano la loro esperienza in bianconero.

Anche le critiche ai singoli per la gara di ieri sono state esagerate. Calciatori come Rugani e Arthur sono stati massacrati, quando ad analizzare la sfida con raziocino andrebbe detto che la Juventus ha complessivamente fatto meglio del Villarreal e avrebbe meritato la vittoria. E invece la critica si è concentrata sull’inadeguatezza della rosa juventina per competere a certi livelli. Come se per battere gli spagnoli (settimi in Liga) servissero assolutamente Pogba o il Chiellini dei tempi d’oro in campo.

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Allegri salvato, anche la critica ha le sue colpe

Anche la stampa e la critica hanno bisogno di fare la loro parte, gli amici di Allegri i suoi ex calciatori – che riempiono i vari salotti TV – hanno il dovere di analizzare in maniera più distaccata cosa va e cosa no, proprio nel bene della Juventus. Prendersela con Rugani accollando a lui la colpa dell’eliminazione è deprimente, oltre che ingiusto. Chiaro che gli errori dei calciatori contino, ma la sensazione avuta nei 180′ è che la Juventus non si sia mai dimostrata realmente superiore al Villarreal. E di certo “la colpa” di ciò non può essere dei vari Rugani, Arthur o Rabiot. Sarebbe stato intellettualmente onesto da parte di Max prendersi la responsabilità di questa eliminazione, cosa che non è avvenuta.

Ai tifosi bianconeri non è piaciuta la prestazione, non sono piaciute le parole post partita e allargando il discorso sono delusi per l’andamento dell’intera stagione che ad oggi potrebbe essere salvata dall’accesso alla prossima Champions League e dalla Coppa Italia. Decisamente poco se ti chiami Juventus. In queste ore sui social dilaga l’hashtag #AllegriOut, ma il suo posto non è in discussione. Eppure la sensazione, oggi, è che Allegri resti ancorato sulla panchina della Vecchia Signora solo ed esclusivamente a causa di un contratto troppo pesante per essere stracciato.

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