Football
Inter, per il definitivo salto di qualità manca ancora qualcosa

Un bomber cinico e un vice Barella per puntare ai più alti traguardi
L’Inter di quest’anno in campo europeo è una squadra bella e incompiuta. Capace di giocarsela contro qualsiasi avversaria per lunghi tratti di gara, è un “crescendo rossiniano” di bel calcio fino al minuto 75, quando inizia a sgonfiarsi alle prime disattenzioni difensive. Inter-Liverpool ne è la fotografia migliore: traversa di Çalhanoğlu, sgroppate devastanti sulla fascia di Perišić, con tanto di pericolosissimi palloni crossati in area, zero goal fatti e due subìti proprio nell’ultimo quarto d’ora. Ecco il primo problema della “Beneamata d’Europa” stagione 2021-2022: davanti manca un Icardi, un calciatore che finalizzi le tante occasioni create; con tutto il rispetto per l’ottimo lavoro (oscuro) della coppia Lautaro-Džeko, ma per battere corazzate come quella allenata da Klopp ci vuole un bomber come era il discusso Maurito, che partecipi poco alla fase difensiva ma che alla fine sia in grado di fare la differenza. A dire il vero ci sarebbe anche un secondo problema, ossia trovare al più presto un centrocampista di valore, meglio se un vice Barella. Quando viene a mancare il cagliaritano, il reparto arranca. Certo, Vidal contro il Liverpool ha giocato la sua miglior partita stagionale, ma se in mezzo ci fosse stata più qualità probabilmente i Reds avrebbero fatto più fatica a imporsi.
Una “creatura calcistica” incompleta
La sconfitta contro il Liverpool dimostra come l’Inter di oggi sia una creatura incompleta: se è vero che dopo 70 minuti di gara i nerazzurri hanno rischiato di ottenere una vittoria che avrebbe fatto gridare al miracolo sportivo, un po’ come accadde al Leicester che nel corso della Premier League stagione 2015-2016 superò big come Manchester City e Arsenal, è altrettanto vero che in campo si sono notate delle mancanze. L’Inter necessita di un finalizzatore di gioco – benché disponga di un parco attaccanti vario e comprensivo di talenti di primo livello quali Sánchez e Correa – e di un pizzico di qualità in più sulla mediana, indispensabile per mettere in difficoltà chiunque. Se in Serie A tutto ciò non ha importanza, perché il livello del campionato di calcio italiano non è così eccelso, invece ha molta importanza in Europa. Ora non si sta sostenendo che con l’innesto di questi due profili l’Inter vincerebbe la Champions League, ma almeno sarebbe in grado di strappare uno 0 a 0 al Liverpool e magari di battere in trasferta lo spento Real Madrid di dicembre. Il bicchiere dunque risulta mezzo pieno: basterebbe poco per colmare il gap con le squadre più forti, sempre se il Biscione anche in futuro saprà proporre il bel calcio di Inzaghi visto fino a mercoledì sera.
Quali profili per l’Inter del futuro?

All’Inter del futuro servirebbero Gianluca Scamacca davanti, e non Belotti come si vociferava mesi fa, e Davide Frattesi sulla mediana; questi i calciatori che garantirebbero quella qualità necessaria per poter disputare partite sulla carta proibitive Entrambi sono fra i migliori giovani prospetti italiani. Il primo, già prenotato dall’Inter, è un bomber concreto dotato di un ottimo tiro dalla distanza, con una media di un gol ogni 135 minuti circa, mentre il secondo è un Sensi meno tecnico ma di maggior peso. Il Sassuolo chiede 35 milioni per Scamacca e 25 per Frattesi. L’obiezione che verrebbe da fare è che se anche sbarcassero a giugno a Milano, come sembrerebbe, non hanno certo l’esperienza sufficiente per fare la differenza in campo europeo. In realtà non è così: giocando in una grande squadra non solo maturerebbero come professionisti, ma acquisirebbero proprio quell’esperienza che serve per battere la prossima volta il Liverpool. E chissà che l’arrivo dei due gioiellini del Sassuolo non possa anche aiutare i nerazzurri a fare un maggior turnover e dosare meglio le energie fra Champions League e campionato. Quest’ultimo è un torneo sicuramente importante ma non certo prestigioso come la coppa che a Milano manca dal 2010. Questa considerazione chiaramente potrà essere fatta solo nell’arco della prossima stagione.









