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Lautaro Martinez, che succede? Manca il salto di qualità e i tifosi si dividono

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Lautaro Martinez è veramente un bomber da Pallone d'Oro?

Lautaro Martinez ieri ha sbagliato un gol clamoroso che era più facile segnare. Il suo errore ha scatenato le ironie del web, ma anche gli attacchi dei tifosi nerazzurri contro il loro numero 10. La crisi dell’argentino è evidente e sta tutta nei numeri. Dal 22 dicembre, l’argentino ha giocato 7 gare di campionato, 1 di Super coppa Italiana, 2 di coppa Italia e una di Champions League, mettendo a segno un solo gol, su rigore contro la Juve in Supercoppa. In queste undici gare, per di più, solo in due occasioni è partito dalla panchina, mentre nelle altre nove è sempre partito titolare. Cosa succede a Lautaro? Vediamo di analizzare la sua stagione mettendola in paragone anche con quella dello scorso anno.

Lautaro: due stagioni diverse

Lautaro Martinez fin qui ha messo a segno 11 gol in campionato e due assist. Lo scorso anno, alla stessa giornata, in serie A era a 13 gol e 7 assist. Già questi numeri aiutano a capire un po’ come il suo gioco sia cambiato. Se si allarga il campo anche alla Champions League il cambiamento si nota ancora di più: 1 gol e un assist in 6 gare lo scorso anno, zero gol e zero assist in 7 in questa stagione. Inoltre, in campionato è a secco da 7 gare e nel 2022 ha segnato un solo gol (su rigore in Supercoppa). Tuttavia l’Inter ha appena 7 reti in meno in campionato rispetto allo scorso anno. Ciò significa che la squadra ha comunque costruito parecchio. La verità è che il gioco dei nerazzurri risente parecchio della cessione di Lukaku. Se Dzeko comunque il suo lo ha fatto (anche se rispetto al belga ha 8 reti in meno), è innegabile che il bosniaco non garantisca la stessa profondità. Lukaku era solito attaccare lo spazio, portandosi dietro due difensori e liberando Lautaro. Senza il suo contributo è ora l’argentino a dover fare questo lavoro, palesando limiti tecnico-tattici evidenti. Lautaro, infatti, è più una seconda punta che un centravanti d’area. E’ un giocatore che ama dialogare con il compagno di reparto per poi andare a concludere. Con Dzeko, Correa e Sanchez, tocca a lui invece doversi carico di “stanare” i difensori e, con l’uomo addosso, perde lucidità in fase conclusiva.

Fase di crescita

Tuttavia l’assenza di Lukaku non basta a spiegare il momento no dell’argentino. Ciò che manca a Lautaro Martinez è lo step a giocatore determinante. Troppe volte nei momenti decisivi è sparito. Ciò non significa che non abbia carattere, anzi. Le scuse ai tifosi ieri dopo Inter-Sassuolo ne dimostrano la personalità perchè non tutti l’avrebbero fatto. Tuttavia, deve essere più “dentro” la gara e imparare ad essere più cinico sotto porta. Il macroscopico gol sbagliato ieri testimonia come la freddezza non sia tra le sue doti. Anche se non sarà mai Haaland, Cristiano Ronaldo o Lewandowski, il numero 10 nerazzurro ha nel suo bagaglio tecnico dei colpi importanti. Inzaghi deve metterlo nelle condizioni di sfruttarle, ma anche lui deve far scattare qualcosa a livello mentale.

Se alcuni tifosi hanno preso di mira l’argentino parlando di “appagamento post rinnovo”, altri ne hanno riconosciuto la generosità perchè “dà sempre tutto”. “Lautaro non si tocca” è stato comunque prevalentemente su “Lautaro via a giugno”. L’argentino è uno degli idoli della curva, ma questo non basta. Nelle ultime gare che mancano, Lautaro è chiamato a trascinare la squadra, dimostrando di valere la maglia numero 10 che porta sulle spalle e di essere quel giocatore risolutivo che a Inzaghi serve terribilmente in questo finale di stagione.

Davide Luciani

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