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Atalanta-Juventus, Marino attacca Mariani, ma cosa dice il regolamento?

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Marino ha attaccato Mariani dopo Atalanta-Juventus

Umberto Marino, Direttore Generale dell’Atalanta, ieri sera a Dazn ha attaccato pesantemente Mariani, arbitro di Atalanta-Juventus. A suo dire, nel corso della partita, vi sono stati due decisione sbagliate che hanno condizionato l’andamento del match: la mancata espulsione di Szczesny per fallo su Koopmeiners fuori area e il rigore non assegnato per fallo di mano di De Ligt. Negli studi Dazn si è scatenato anche un acceso diverbio con l’ex arbitro Marelli a riguardo. Ma chi ha ragione? Cosa dice il regolamento a riguardo?

Il fallo di Szczesny

Al 31′ del primo tempo, c’è un lancio lungo di Toloi che pesca Koopmeiners. L’olandese si invola verso la porta. Szczesny esce dall’area e si scontra con l’atalantino che cade.  Nel proseguo dell’azione la palla arriva a Muriel che viene contrastato da Bonucci. Al termine dell’azione Mariani non mostra alcun cartellino al polacco. Secondo Marino, invece, il portiere della Juventus andava espulso. Cosa dice il regolamento a riguardo? Diciamo subito che Mariani ha sbagliato perchè a Szczesny il cartellino andava mostrato. Tuttavia, non doveva essere rosso, ma giallo. Sì, perchè il fallo del portiere non si punisce sempre con il rosso. Questo accade solo quando l’estremo difensore blocca quella che il NOIF definisce “Deny an Obvious Goal Scoring Opportunity”, e che noi traduciamo come “chiara occasione da gol”. In questo caso, vicino a Szczsny ci sono due giocatori e questo fa sì che non vi siano gli estremi per il rosso. L’azione infatti è derubricata in “Stopping a Promising Attack” che potremmo definire una interruzione di un’azione promettente. Nel caso in questione, infatti, se anche Koopmeiners avesse saltato Szczesny, si sarebbe trovato Bonucci e Locatelli pronti ad intervenire. Quindi, l’errore viene commesso, ma in maniera meno grave di quanto affermato da Danilo.

Il mani di De Ligt

Più difficile il secondo episodio contestato da Umberto Marino, quello del presunto mani di De Ligt. L’Atalanta in questo caso ha invocato il rigore. L’azione si sviluppa al 45′ del primo tempo. Boga entra in area della Juventus e calcia il pallone. Il tiro viene respinto da De Ligt. Come? Con il braccio? O, come ha affermato lo stesso difensore olandese, con il costato? Diciamo subito che l’olandese allarga il braccio creando volume. Il suo è un movimento innaturale. Ciò significa che, se il pallone sbattesse prima sul braccio e poi sull’anca, come ha affermato qualcuno, sarebbe chiaramente rigore. Tuttavia le immagini sembrano affermare il contrario. Il pallone, infatti, impatta tra il costato e l’ascella senza toccare il braccio. In questo caso dunque, l’arbitro Mariani ha visto bene ed è stato ben coadiuvato dal Var.

Un mezzo errore

Umberto Marino ha quindi sbagliato a lamentarsi. Su Szczesny il Direttore Generale chiedeva il rosso, ma è stato appurato che il polacco andava punito con il giallo. Il mani di De Ligt, semplicemente non era un mani. Il pesante attacco che il Direttore Generale dell’Atalanta ha rivolto negli studi di Dazn a Luca Marelli (“Per fortuna che non arbitra più”)  è stato dettato da un sentimento di rabbia mal indirizzato. L’ex arbitro aveva ragione in entrambi i casi. Era stato il primo a dire che Szczesny andava ammonito e non espulso e che l’episodio di De Ligt non era punibile con il rigore.

Maurizio Mariani, arbitro di Atalanta-Juventus, ha arbitrato sostanzialmente bene e se l’è cavata negli episodi incriminati. L’errore su Szczesny (perchè comunque di errore si tratta) non è stato determinante ai fini del risultato.

Davide Luciani

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