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Nel mondo di Vlahovic, l’uomo che divide Firenze e Torino

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Possibile inversione di rotta

Dusan Vlahovic ieri è stato ancora protagonista con la Juventus. Il modo in cui ha propiziato il gol vittoria della squadra di Allegri la dice lunga sull’impatto devastante che il serbo ha avuto nella sua nuova squadra. Il numero 7 è scattato sul lancio illuminante di Dybala, ha scherzato Muldur, è entrato in area e ha effettuato un tiro all’apparenza sbilenco, ma che, colpendo la mano di Ruan Tressoldi, ha ingannato Pegolo e si è depositato in rete.

Nel gesto di Vlahovic c’è tutto quello che alla Juventus è mancata finora, ovvero determinazione, rabbia e voglia di vincere. Tuttavia, c’è un altro aspetto che va considerato nella serata di Dusan: le sue dichiarazioni post gara. Ai giornalisti che gli domandavano quali reazioni si attendeva dai tifosi della Fiorentina quando sarebbe tornato a giocare la semifinale di Coppa Italia al Franchi ha risposto: “Penso solo alla partita, a vincere e il resto non mi interessa tanto. Sarà una gara come le altre, nessun problema”. Le parole del serbo hanno scatenato le reazioni dei tifosi viola per cui il suo addio è ancora una ferita aperta.

Vlahovic-Firenze: professionalità senza amore

Vlahovic è giunto a Firenze quando aveva 18 anni. In poco tempo è passato dalla squadra Primavera alla prima squadra, bruciando le tappe. Pioli lo fece esordire tra i grandi il 25 settembre 2018 contro l’Inter, a San Siro e lo stesso tecnico lo lanciò titolare il 9 dicembre seguente, a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Nella stagione successiva, Montella lo inserì stabilmente in prima squadra e il serbo iniziò a segnare i primi gol.

Dopo l’esonero dell’ “Aereoplanino”, Vlahovic visse il suo momento più difficile con Iachini in panchina. Il serbo giocò a singhiozzo e iniziò a perdere fiducia in sè stesso. La vera svolta della sua carriera arrivò quando la Fiorentina ingaggiò Prandelli. Come ha dichiarato lo stesso Dusan in un’intervista a Politika: “Non ci sono parole che possano descrivere la mia gratitudine a questo uomo meraviglioso. Un giorno venne da me, mi invitò a un incontro e mi disse che avrei avuto una possibilità. Ricordo bene le sue parole di sostegno e che, qualunque cosa sarebbe successa lui sarebbe stato con me.

Da quel momento in poi Vlahovic è diventato una macchina da gol che non si è fermata neanche con il ritorno di Iachini in panchina. Tuttavia, pur essendo grato a Firenze e alla Fiorentina, Vlahovic non ha mai mostrato amore verso la città, la società e i tifosi. Gratitudine, quella sì, ma non amore. Il serbo si è sempre comportato da professionista esemplare, soprattutto negli ultimi mesi con Italiano in panchina. Nonostante fosse chiaro che non avrebbe rinnovato il proprio contratto, ha sempre dato il massimo per la squadra e i 16 gol messi a segno nella prima parte della stagione con la maglia viola ne sono una dimostrazione.

I gol che Vlahovic ha segnato erano per la società che ne deteneva il cartellino, per i tifosi che lo guardavano giocare, ma, soprattutto, per convincere la Juve a comprarlo. Perchè Vlahovic è un giocatore moderno i tutto: non è attaccato ai colori. Lui punta solo a segnare e a vincere. I tifosi viola hanno sperato che Dusan fosse un secondo Batistuta, ma, la verità è che, gol a parte, tra il serbo e la città non è mai nato quel feeling che è sbocciato tra il “Re Leone” e Firenze.

Vlahovic arma in più della Juventus

Vlahovic è un giocatore pragmatico ed essenziale. “Io penso solo alla partita, a vincere: altre cose non mi interessano tanto. Sarà una partita come le altre, siamo qui a giocare a calcio, per cui non vedo il problema“.  Queste sono altre dichiarazioni nel post gara del serbo. Giocare e vincere. Sono questi i concetti che interessano l’ex viola. Per questo è diventato subito fondamentale per las squadra che ha nel suo motto “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

La Juventus ha avuto tanti bomber nella sua storia, ma pochi di questi si sono totalmente identificati con i colori i bianconeri. L’ultimo è stato Mandzukuic. IL croato era l’idolo dei tifosi proprio per la sua capacità di dare tutto per la maglia e il suo addio in sordina, da “epurato” è una delle cose che i tifosi non hanno perdonato all’attuale società. Un altro bomber che divenne un tutt’uno con la maglia fu Trezeguet. Il francese scese addirittura in serie B per difendere i colori. Tra Trezeguet e Mandzukic sono passati tanti attaccanti: Amauri, Vucinic, Tevez, Higuaìn solo per citarne alcuni. Tutti hanno portato in dote i gol, ma nessuno si è legato ai colori. Non sappiamo ad oggi quale strada deciderà di intraprendere Vlahovic. E’ giovane e di fronte a lui ha un’intera carriera. Quel che è certo è che il serbo è un giocatore perfetto per lo spirito della Juventus. La Fiorentina e i suoi tifosi se ne faranno una ragione.

Davide Luciani     

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