Calcio Estero
Stadio Zerão, la storia del campo situato tra due emisferi

L’Estádio Milton de Souza Corrêa, noto anche come Zerão (Grande Zero) a causa dei 0° 0′ 0” di latitudine, è uno stadio molto particolare situato nella capitale di Amapà, Macapà, in Brasile.
Lo Zerão (Stadio del Grande Zero)
Fondato nel 1990, inizialmente fu chiamato Estadio Ayrton Senna, dedicato all’omonimo pilota di Formula 1 su decisione della federcalcio brasiliana ma poi prese il nome dell’ex presidente della Federcalcio dello Stato di Amapá, Milton de Souza Corrêa. La fama di questo piccolo stadio, usato da diversi club, deriva dal fatto che la linea di metà campo coincide esattamente con quella dell’Equatore, con una porzione di campo che si trova nell’emisfero boreale quella a Nord e l’altra nell’emisfero australe, quella a Sud. Lo Zerão di Macapà noto anche come “stadio dei due emisferi” e “stadio del centro del mondo” ha una capacità massima di 10.000 persone ed è una struttura collocata alla foce del Rio delle Amazzoni. Le tribune, proprio come il resto del campo, si trovano a ridosso dell’Equatore. I tifosi quindi cambiano a volte emisfero per poter assistere alla partita da diverse angolazioni.
L’inaugurazione dello stadio Zerão
L’inaugurazione dello stadio avvenne nell’ottobre 1990, con la sfida tra i brasiliani del Trem Desportivo Clube e gli argentini dell’Independiente che riuscirono a vincere quella partita di misura. Con la maglia del Trem Desportivo scese in campo anche l’ex giocatore dell’Udinese, Zico, a quei tempi segretario nazionale dello sport brasiliano. Si racconta che, al momento del consueto lancio della monetina, prima del calcio d’inizio, l’arbitro chiese ai capitani delle due squadre di scegliere tra “palla o emisfero”.

Le partite tra due emisferi
Allo Zerão, ogni qualvolta si gioca una partita di calcio, il pallone passa di continuo da un emisfero all’altro. I portieri stazionano prima in una frazione di campo e poi in un’altra, passando da un mondo all’altro, con uno sbalzo di temperatura molto significativo che va dai 20 ai 32 gradi tutto l’anno e con un umidità anche piuttosto alta.

Tutto ciò fa del piccolo stadio di Macapà un luogo speciale e inverosimile. L’unico campo al mondo diviso in due emisferi dall’Equatore. La solita magia del calcio, insomma, capace di unire anche due mondi completamente diversi.










