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La Opinión

Il capro espiatorio. La Serie A e l’incompetenza del governo Draghi

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Draghi vuole chiudere gli stadi

Tra qualche minuto avrà inizio un’assemblea di Lega straordinaria per valutare la chiusura degli stadi ai tifosi a causa dell’esplosione dell’ondata Omicron. L’ipotesi più plausibile è quella di chiudere temporaneamente l’accesso agli stadi a partire dalla prossima giornata di campionato, come confermano gli stretti contatti tenuti in questi giorni tra Draghi e Gravina.

Dopo aver penalizzato Omicron come una banale influenza, – decisione priva di basi scientifiche che porterà al limite del collasso il sistema sanitario italiano se la curva continuerà a crescere nelle prossime settimane -, e dopo aver approvato il modello inglese del ‘contagiamoci tutti, il governo Draghi sta iniziando a capire che la strategia della completa convivenza con la variante omicron potrebbe essere devastante per il nostro Paese.

Come un film già visto in passato, il primo step delle restrizioni tardive riguarderà lo sport più popolare nel nostro paese. ovvero il calcio, mentre scuole e altri luoghi di contagio al chiuso continueranno ad essere aperti fino a quando la pressione dell’ASL decreterà un altro lockdown globale.

Gli stadi sono strutture all’aria aperta, luoghi in cui i contagi possono tenersi sotto controllo con misure adeguate, riduzione della capienza al 50%, distanziamento di due metri, mascherina ffp2 e disposizione a scacchiera. Addirittura si potrebbe portare la capienza al 35-40% e, anche grazie al green pass o ad un test rapido per i non vaccinati, creare un luogo sicuro e protetto per gli utenti da infezioni. L’unico dubbio che resta è il comportamento delle curve che dovrebbe essere analogo a quello dei ‘distinti’ e delle ‘tribune’, ipotesi remota e praticamente inattuabile.

Altro punto chiave per ‘salvare il calcio‘ è quello di ristabilire il ‘protocollo bolla‘ che ha permesso l’anno scorso lo svolgimento regolare di molti campionati calcistici e non solo. L’ultima giornata della Serie A è stata falsata dalla decisioni dell’ASL e dalla mancanza di professionalità di molti giocatori durante le loro vacanze a Dubai e in altri posti paradisiaci.

Per dare credibilità a questo campionato serve fare un passo indietro, ovvero ristabilire test periodici, creare bolle per ogni squadre e organizzare al meglio l’accesso agli stadi. Serve veramente poco per permettere al sistema calcio di continuare a fluire correttamente durante l’ondata omicron, come serve veramente poco per ridurre i contagi da Omicron e consentire agli ospedali di svolgere in maniera corretta il proprio lavoro.

Dopo due anni pandemia si continua a comunicare in maniera errata, inviando all’opinione pubblica messaggi sbagliati e cercando di mettere una toppa agli errori del governo quando ormai è troppo tardi. I social non aiutano, difatti siamo diventati una società di inetti iper-dipendenti dalle boiate che si pubblicano su Facebook e Telegram

Il calcio può dare una lezione di gestione della pandemia, come fatto dal basket Nba nel 2020, ma Gravina sarà in grado di gestire questa crisi? Io ho i miei dubbi.

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