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Non solo Djokovic: cinque sportivi no vax che fanno discutere

Novak Djokovic sta facendo discutere parecchio in questi giorni. Il tennista serbo, numero 1 del mondo, si era presentato in Australia per gli Open con un’esenzione medica che gli consentiva di sbarcare sul suolo australiano e disputare il torneo senza essere vaccinato. Il serbo è stato respinto una volta sbarcato in Australia, ma ha presentato ricorso. La questione rimane aperta e ha scatenato un dibattito il cui eco ancora si è spento. Tuttavia, Djokovic non è l’unico sportivo a rifiutare il vaccino. In giro ce ne sono molti. Alcuni di loro rimangono misteriosi, mentre altri, hanno preso posizioni nette sulla questione, con relative polemiche. Vediamo dunque chi segue la “linea Djokovic” in tema di vaccini.
Gianluca Sansone
Prima che la questione Djokovic esplodesse c’era stato un altro sportivo, molto meno famoso del serbo, ad agitare le acque e a scatenare un putiferio in Italia. Nicola Sansone, attaccante del Bologna, aveva pubblicato una storia su Instagram al veleno. In essa, infatti, il giocatore scriveva “Viviamo in un mondo di merda dove i diritti umani non contano un cazzo!!! Non esiste più la libertà di scelta!!!”
Un attacco durissimo a chi si sta battendo a favore della vaccinazione e che aveva scatenato anche una dura reazione da parte del mondo politico.
Kristian Ghedina
Un altro sportivo italiano contrario al vaccino e al green pass è Kristian Ghedina. L’ex sciatore alpino e pilota automobilismo, in una intervista di qualche tempo fa, spiegava così la propria decisione: “Non ho ancora fatto nulla. Io non sono un No-Vax, ma non amo prendere medicine. Anzi, non le prendo praticamente mai. Io sono per la libertà di scelta. Il Green Pass? Mi pare che la gente non sia mica tanto contenta di potersi muovere solo con un lasciapassare”. Come Sansone, dunque, anche Ghedina reclama la libertà di dire no al vaccino.
Aaron Rodgers
Aaron Rodgers, trentasettenne star NFL dei Green Bay Packers, ha suscitato due mesi fa parecchie polemiche in America dopo che, ad agosto, aveva dichiarato di essere vaccinato. Il quaterback a novembre, ha infatti ammesso di non essere immunizzato e di aver ricevuto un “trattamento alternativo” invece di uno dei vaccini e riconosciuti dalle autorità internazionali. Rodgers, uno dei 50 sportivi più pagati al mondo, ha dichiarato al talk show ” The Pat McAfee show” di non aver mentito, ma, semplicemente di aver “scoperto che c’era un protocollo di immunizzazione che potevo seguire per proteggere me stesso e i miei compagni di squadra, ed era un protocollo a lungo termine che durava molti mesi”. Per tutta risposta, la lega pro’ del football Usa ha multato di 300.000 dollari i Green Bay Packers e di 14.650 il quarterback, cifra senza dubbio modesta ma necessaria per dare l’esempio.
Kyrie Irving
Altro sportivo americano dichiaratamente no vax è Kyrie Irving. La stella dei Brooklyn Nets è stato sospeso dalla società per 35 gare dopo essersi rifiutato di vaccinarsi. I Nets lo hanno richiamato il 5 gennaio, facendolo debuttare nella gara esterna contro gli Indiana Pacers a causa della serie di casi Covid che hanno colpito la squadra. Tuttavia Irving potrà giocare solo le gare in trasferta dato che a New York è in vigore l’obbligo vaccinale per gli sportivi. Dopo il suo ritorno in campo Irving ha dichiarato “Tutti sono parte di questa situazione. Non voglio farne una questione personale, non voglio che venga percepito come l’unica persona che non vuole rispettare le regole. So quali sono le conseguenze, e so anche i rischi che sto correndo”.
Joshua Kimmich
In Germania per mesi ha tenuto banco il caso Joshua Kimmich. La stella del Bayern Monaco e della Nazionale tedesca era dichiaratamente no vax. Diciamo “era” perchè, dopo aver preso il Covid (che gli ha procurato anche dei problemi ai polmoni) ora sembra disposto a vaccinarsi. A dicembre, infatti, KImmich ha dichiarato “Sono solo un uomo che ha paura e si fa delle domande. Ho la coscienza sporca verso la mia famiglia e la mia squadra”. Il giocatore ha aggiunto che si sarebbe vaccinato al più presto. Al Bayern per mesi si è tenuta una lotta interna tra calciatori no vax e società (non solo Kimmich, ma anche Gnabry, Cuisance, Musiala e Choupo-Moting), ma ora sembra che tutti si siano convinti a vaccinarsi.
Davide Luciani











