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Quando Luciano diventò Eriberto prendendo l’identità di un contadino brasiliano

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Luciano con la maglia dell'Inter - Photo by Skysport

Luciano

Luciano è un ragazzino pieno di speranze che ripone un sogno nel cassetto del suo comodino. Perde entrambi i genitori, vive un’adolescenza travagliata e la povertà è sempre dietro l’angolo. Gli unici momenti di felicità sono quando quel ragazzo segnato dalla vita, tira calci ad un pallone, tra la polvere e la calce delle strade. Quel sogno di diventare un calciatore professionista si cela tra le baraccopoli di Rio de Janeiro.

Eriberto

La passione per il calcio cresce di giorno in giorno, Luciano ha un certo talento che non passa inosservato, tant’è che un bel giorno un faccendiere del luogo lo nota. Il ragazzo ha superato da poco i 21 anni di età, ma l’astuto e furfante faccendiere lo convince a fare un cambio di identità con un contadino brasiliano del posto. Siamo nell’Aprile 1996 quando Luciano diventa ufficialmente Eriberto. I 21 anni diventano improvvisamente 18 e Luciano Siqueira de Oliveira, nato il 21 Gennaio 1979, diventa tre anni più giovane con la nuova data di nascita registrata il 3 Dicembre 1975.
Luciano/Eriberto con la maglia del Chievo - Photo by calciofanpage

Luciano/Eriberto con la maglia del Chievo – Photo by calciofanpage

L’arrivo in Italia

Il 18enne è tra i giovani più promettenti della sua leva e dopo un provino con il Palmeiras, inizia la sua carriera di calciatore professionista in Brasile sotto il falso nome di Eriberto. Nel 1998 viene notato da alcuni osservatori italiani e sbarca nel nostro campionato grazie al direttore sportivo Oreste Cinquini, vestendo la casacca del Bologna. Al Dall’Ara, Eriberto si conferma giocatore veloce, funambolo sulla fascia e propenso anche a qualche assist.

Il Chievo dei miracoli

Dopo due stagioni in maglia bolognese è tempo di fare i bagagli ed Eriberto si trasferisce a Verona per sposare la causa del Chievo Verona. All’ombra del Bentegodi il calciatore vive i momenti d’oro della sua carriera, le sue stagioni da incorniciare. Eriberto diviene uno dei giocatori iconici del famoso Chievo dei miracoli allenato da Luigi Del Neri, che arriva addirittura in Coppa UEFA. Con il compagno di squadra Christian Manfredini forma una delle coppie di esterni d’attacco più forti di quella generazione, le frecce nere.

La confessione

Nell’estate del 2002 il giocatore si prepara al grande salto, Inter e Lazio se lo contendono, Eriberto negli anni è migliorato molto diventando un buon esterno di fascia in grado anche di aggredire la porta. Proprio sul più bello però Eriberto, sommerso dai sensi di colpa, confessa tutto decidendo di rivelare pubblicamente la scottante verità. Tra lo stupore generale, Luciano sconta una multa di circa 160.000 euro riuscendo ad evitare il carcere, infatti il tribunale sportivo lo grazia per ammissione di colpa.
Luciano con la maglia dell'Inter - Photo by Skysport

Luciano con la maglia dell’Inter – Photo by Skysport

San Siro e poi il ritorno a casa

Nel 2003 arriva l’occasione della vita e l’Inter decide di investire sul nuovo Luciano, tre anni più vecchio ma ancora con tanti stimoli. San Siro ci crede, il brasiliano ce la mette tutta ma l’esperienza si rivela fallimentare. Per Luciano è tempo di tornare a casa, con il Chievo giocherà dal 2004 al 2013, anno in cui appenderà per sempre gli scarpini al chiodo dopo una bravissima parentesi con il Mantova.

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